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Agar-agar, nocepesche e albicocche

Ecco cosa si combina quando in casa è appena arrivato un nuovo ricettario e quando si ha una confezione di agar-agar in barre prossima alla scadenza. Unitevi l’emozione di un discreto bottino al mercato di villa Sperlinga e otterrete un esperimento non buono, deppiù XD!

CONFETTURA DI NOCEPESCHE E ALBICOCCHE
CON AGAR-AGAR

Una confettura nata dopo aver notato l’ultima ricetta di un meraviglioso libro,
Confiture d’abricots ou de prunes toute simple“. Ovviamente il tipo di frutta è solo un suggerimento, potete creare i mix di frutta che preferite (evitate però frutti aciduli come arance e limoni, o per lo meno informatevi prima, perchè su questo non ho esperienza). E se volete una confettura meno gelatinosa, diminuite l’agar in barre a 8-10 grammi. Se la consistenza non dovesse andare bene, diminuite ancora; io però non scenderei al di sotto dei 5 grammi. Se invece utilizzate l’agar in polvere, 2 grammi per kilo sono più che sufficienti, proprio come consiglia Cléa.

INGREDIENTI
Per circa 6 vasetti da 250 g:
1 kg di albicocche o prugne snocciolate (1 kg di albicocche snocciolate)
1 kg di nocepesche snocciolate (mia variante)
500 g di zucchero di canna (600 g di zucchero)
2 g di agar agar (15 g di agar agar in barre)

Iniziate tagliando a pezzettini le nocepesche e le albicocche, che metterete in una ciotola insieme allo zucchero; mescolate e conservate in frigorifero. Dopo 1 o 2 ore, recuperate il succo rilasciato dalla frutta e utilizzatelo per ammollare le due barre di agar-agar ridotte in pezzetti.
Appena l’agar si sarà ammorbidito, mettete la
frutta in una grossa pentola d’acciaio e fate cuocere a fuoco alto fino a ebollizione.
Quindi, continuate a cuocere la frutta a fuoco basso, mescolando
periodicamente per evitare che si bruci, per circa 20 minuti.
Nel frattempo (cioè dopo almeno 10 minuti dalla cottura della frutta a pezzetti), mettete sul fuoco il succo della frutta unito all’agar-agar, portate a ebollizione e fate bollire a fuoco basso per 15 minuti mescolando periodicamente. A questo punto l’agar-agar si sarà già sciolto.
Quindi unite questo mix al resto della frutta, che farete cuocere per altri 10 minuti (quest’ultimo passo è stato un mio esperimento, visto che Cléa parla di agar in polvere e non in barre, quindi il procedimento finale è leggermente diverso e potete leggerlo anche nel suo blog).
Conservate la confettura bollente in barattoli sterilizzati
(possibilmente di medie dimensioni, cioè da massimo 300g); mettete i barattoli in una cesta, avvolti da una coperta di lana fino a quando
non si sarà creato il sottovuoto e non si saranno completamente
raffreddati (e per non meno di 24 ore). A raffreddamento avvenuto, la confettura risulterà gelatinosa, dall’apparenza quasi industriale XD!

A presto ;)!

Gluten Free No-Bake Cheesecake

Un cheesecake senza cottura al quark e marmellata di mirtilli

GLUTEN FREE NO-BAKE CHEESECAKE
ispirato alla Torta di formaggio ai lamponi

Era da un sacco che volevo rifare un cheesecake senza cottura, dopo aver provato la scorsa estate la ricetta di Stephanie (ma usando la gelatina, senza ancora non l’ho provata e non ho voluto rischiare).
Le parti in corsivo, come al solito, sono tratte dal libro ;)!

250 g di biscotti sbriciolati (300 g di frollini classici senza glutine)
60 g di burro fuso (100 g di burro morbido, a pezzetti)
15 g di gelatina in polvere (20 g di gelatina in fogli, cioè 10 fogli)
4 cucchiai di acqua (sostituita con pochissimo latte)
125 ml di doppia panna (omessa)
500 ml di purè di lamponi (omesso)
125 g di zucchero semolato (30 g di zucchero)
250 g di ricotta (1 kg di quark mezzo grasso)
2 cucchiai di zucchero (mia variante)
400 g di quark ai mirtilli (mia variante)
marmellata di mirtilli q.b. (mia variante)

Le basi di biscotti sbriciolati vengono di solito fatte raffreddare in frigorifero finchè non si sono indurite e si usano per rinfrescanti dolci al formaggio, come qui, ma anche per torte al formaggio cotte in forno.
Per la base, io ho seguito la ricetta di Arabafelice per una crostata senza cottura, che prevede il burro morbido tagliato a pezzetti al posto del burro fuso.
Sbriciolate grossolanamente i biscotti nel mixer. Aggiungete il burro morbido tagliato a pezzetti e azionate il mixer fino ad ottenere un composto perfettamente sbriciolato e sabbioso.
Pressate il composto sul fondo di una teglia a fascia apribile di 26 cm (ricoperta di carta forno), lisciandolo e appiattendolo con un cucchiaio per fare uno strato uniforme. Mettete la base, ricoperta di alluminio o pellicola trasparente, in frigorifero per almeno un’ora.
Io ho fatto due strati di crema, perchè all’inizio pensavo che il primo strato potesse essere sufficiente…ma mi sbagliavo.
Per la crema, quindi, fate ammorbidire i fogli di gelatina in un po’ d’acqua; una volta ammorbiditi, strizzateli e fateli sciogliere in un po’ di latte precedentemente riscaldato, mescolando bene e fino a quando la gelatina si sarà totalmente sciolta. Fate raffreddare.
Nel frattempo, mischiate il quark mezzo grasso, il quark ai mirtilli e lo zucchero con tanta marmellata di mirtilli quanto basta.
Non appena il composto di latte e gelatina sarà a temperatura ambiente, aggiungete un cucchiaio di crema, per evitare i grumi causati dallo choc termico. Mescolate e poi aggiungete altri due cucchiai di crema, sempre uno dopo l’altro e solo dopo aver mescolato bene. Aggiungete il composto al resto della crema e mescolate bene.
Versate nella tortiera. Lasciate in frigorifero per almeno 4 ore, meglio ancora tutta la notte.
Al momento di servire, per togliere il bordo della teglia, appoggiate la teglia sopra una ciotola un po’ più piccola; sfilate il bordo della teglia tirandolo verso il basso, lasciando la torta sulla base di metallo.

A presto ;)!


Tra libri speciali e mine vaganti ^_^!

Un libro speciale finalmente è stato pubblicato, YATTAAA ^__^!!!
Mi riferisco ad “i-Kitchen“, la meravigliosa raccolta di ricette a cui ho partecipato a novembre insieme ad altre 239 persone.

Contribuendo, quindi, a un emozionante filo di solidarietà per aiutare la Cooperativa sociale Gulliver, devastata dalla tremenda alluvione che il 25 ottobre ha colpito la Liguria e la Lunigiana.
Emozionante perchè il filo per i bambini di Rocchetta Vara, ideato dall’intraprendente foodblogger Patrizia, mi ha fatto capire solo da poco che internet, se si vuole, può diventare uno strumento potente e fenomenale ^__^!
Uno strumento che si rivela potente soprattutto se riesce a mettere in contatto persone provenienti da tutta l’Italia e da vari paesi del mondo.
Del tentativo di rinascita della Gulliver se ne parla anche sul Secolo XIX.
Alcune foodblogger, poi, sfruttano pure Facebook per organizzare un altro mercatino il 29 aprile, a Milano, sui Navigli.
Se siete interessati e abitate a Milano e dintorni, perchè quella domenica non vi recate sul ponte del naviglio grande (Ripa di Porta Ticinese, fronte Darsena)?
Troverete il banchetto dove Patrizia e altre foodbloggers venderanno il libro.
Com’è già successo a dicembre, il ricavato della vendita verrà interamente devoluto alla Cooperativa sociale Gulliver…quindi, accorrete numerosi ^_^!

Aspettando il mercatino potete continuare a seguire Patrizia grazie al suo nuovo contest.
 

Lo so che ad alcuni di voi avevo detto che non riesco più a trovare il tempo necessario per partecipare ai contest (peddooonooo ^^”’!), ma da brava bento-addicted ed ammiratrice del Giappone e della sua splendida cultura (da una vita, ormai XD!) non riesco a rinunciare a questa grandiosa raccolta dedicata al pranzo fuori casa.
Soprattutto visto che per me il bento è sinonimo di primavera ed estate.
E con l’aria che diventa sempre più calda, ho voglia soprattutto di pasti freschi, sfiziosi e pieni di colori.
Non a caso di solito inizio a tirare fuori le mie due lunch box (una è identica a questa scatolina rosa, che ho da un bel po’ ^_^!) proprio in questo periodo; anche perchè, col passare dei giorni, aumenta sempre più la voglia di recarsi in un luogo pacifico, magari una riserva (Agave è più brava di me nella descrizione :D!) dove poter staccare la spina per un po’…in fondo l’estate è vicina :D!

Libero, quindi, le scatoline dalla polvere tipicamente invernale e ricomincio a sperimentare ^__^!

BENTO PRIMAVERILE E COLORATO
E ricomincio a sperimentare traendo parzialmente ispirazione dalla ricetta “Tartara di finocchio e feta con tzaziki di carota” vista sul numero di marzo di Cucina naturale.
Un piatto che io ho modificato aggiungendo il tofu, le barbabietole e le loro foglie, il sesamo e i semi di girasole (per fare le carote al sesamo assaggiate per la prima volta nella Cucina di Giuditta).
INGREDIENTI PER 4-5 PERSONE
Per il primo livello:
200 g di tofu al naturale
2 barbabietole
2 mazzetti di foglie di barbabietola
4-5 carote
semi di girasole q.b.
sesamo q.b.
3 cucchiaini di salsa di soia
olio EVO q.b.
aceto di mele q.b.

Cucinate le barbabietole a vapore, dopo averle sbucciate e tagliate a pezzetti. Una volta cotte, unitele al tofu a pezzetti, olio q.b., 1 cucchiaino di salsa di soia e un goccio di aceto di mele. Fate marinare tofu e barbabietole per almeno 5-6 ore.
Poi cuocete a vapore le carote, fino a quando risulteranno croccanti. Fatele scolare e saltatele quindi in padella con 2 cucchiaini di salsa di soia, il sesamo e i semi di girasole.
Dopo aver fatto bollire dell’acqua (a cui avrete aggiunto – a freddo – 1 cucchiaio di aceto di mele), sbollentate le foglie di barbabietole. Fatele scolare.
Disponete nel bento il tofu con le barbabietole; sul fondo le foglie di barbabietola e poi le carote al sesamo e semi di girasole. Decorate, infine, con un po’ di sesamo e con una rondella tagliata dalla base del mazzetto di foglie di barbabietola ;)!

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che per il mese di giugno prevede il tofu.

Come accompagnamento, inoltre, ho preparato del pane all’avena.
Al secondo livello del bento, invece, ho inserito un po’ di macedonia al limoncello ^__^!

Per il secondo livello:
2 mele
2 arance
1 grosso cedro
limoncello q.b.
zucchero q.b.
succo di limone q.b.

Preparate una macedonia unendo la frutta a pezzetti al succo di limone, lo zucchero e il limoncello.


Per il pane sofficioso all’avena:


l’ho preparato una settimana fa seguendo la ricetta dei panini all’avena e una parte l’ho surgelato.
Per questa variante, ho sostituito la farina 0 con la stessa quantità di farina 00.
Inoltre, non ho ho utilizzato i fiocchi d’avena.

E con questo bento partecipo al contest organizzato da Patrizia, Oggi pranzo fuori, per la categoria Pranzo fuori ;)!
A presto ;)!
E buon weekend ^__^!

MTC Settembre

Da diversi mesi seguo il foodblog Menù turistico, ma solo di recente ho iniziato a seguire la sfida organizzata da Alessandra e Daniela: l’MT Challenge, che di sicuro molti di voi conosceranno (se volete altre informazioni sull’MTC, cliccate sul banner in basso ;)!.
Secondo le regole della sfida settembrina, il gioco prevede la rielaborazione della ricetta tradizionale per la macedonia…e quale migliore occasione per condividere (divertendosi pure ^__^) una ricetta che ho preparato tutta l’estate, ma che non ho mai pubblicato perchè considerata troppo semplice? E devo ringraziare Stefania che con il commento al mio ultimo post mi ha convinta a partecipare all’MTC di settembre.
MACEDONIA CON CREMA DI YOGURT E SPECULOOS

L’idea per la mia macedonia alternativa l’ho avuta dalla ricetta sulla crema di yogurt alla frutta vista sull’Enciclopedia della cucina (a p. 998). La rielaborazione per la colazione dell’estate prevedeva la panna di soia, lo zucchero aromatizzato alla cannella e la granola (vista su Joy of Baking e su Fragola & Limone).
Nella mia ultima versione, ho sostituito lo zucchero con la marmellata di prugne-mele-zenzero e la granola con gli speculoos, cioè dei biscotti speziati che in Belgio si regalano ai bambini il 6 dicembre, per San Nicola. In Italia li trovate da NaturaSì 😉 oppure potete rifarli a casa seguendo una mia ricetta, una delle tante in giro per la rete. Io li ho assaggiati per la prima volta a Brema (dove tornerei ogni anno, se potessi XD!), quando sono andata a trovare mio cugino durante i mercatini di Natale del 2008…e dopo averli assaggiati insieme al vino caldo non li ho più dimenticati (ovviamente XD!)!!



INGREDIENTI:
Per la marmellata a pezzettoni di prugne, mele e zenzero:
2,2kg di prugne
800g di mele
1 pezzo di zenzero grattugiato (circa 8cm)
1kg di zucchero

Per la macedonia:
8 mele piccole
4 fette di melone giallo
uvetta q.b.
il succo di 1/2 limone
4 cucchiaini di marmellata di mele, prugne e zenzero (altrimenti a piacere)
1 cucchiaio di speculoos sbriciolati (altrimenti a piacere)

Per la crema di yogurt:
4 vasetti da 125g di yogurt bianco cremoso
2 fogli di colla di pesce
4 cucchiai di acqua
1 confezione di panna di soia per dolci
8 cucchiaini di marmellata di mele, prugne e zenzero (altrimenti a piacere)
Speculoos q.b. per decorare

Per la marmellata (che vi consiglio di preparare con almeno 1 o 2 settimane di anticipo), ho preso spunto dalla ricetta sulla marmellata alle prugne e zenzero vista sul numero di settembre di Cucina naturale. Ho seguito, però, il metodo di cottura tradizionale e non quello di cottura lampo proposto sulla rivista. A proposito, qualcuno di voi ha provato il metodo di cottura lampo sperimentato da Christine Ferber? In tal caso, quanto dura la marmellata preparata in questa maniera?
Comunque, iniziate tagliando a pezzettini le prugne e le mele. Mettete poi la frutta in una grossa pentola d’acciaio insieme allo zucchero e allo zenzero grattugiato e fate cuocere a fuoco alto fino a ebollizione. Quindi, continuate a cuocere la frutta a fuoco basso, mescolando periodicamente per evitare che si bruci, per circa 1 ora…se vi sembra poco, considerate che le mele contengono la pectina ;)! Non appena la marmellata sarà pronta, conservatela in barattoli sterilizzati (possibilmente di medie dimensioni, cioè da massimo 300g) e conservate i barattoli in una cesta, avvolti da una coperta di lana fino a quando non si sarà creato il sottovuoto e non si saranno completamente raffreddati.

Per la macedonia, tagliate il melone e le mele a pezzetti, uniteli all’uvetta e al succo di limone e fate riposare la frutta in frigo per almeno 1 ora. Al momento di servire, mescolatela con la marmellata e con 1 cucchiaio di speculoos sbriciolati.

Per la crema di yogurt, fate ammorbidire i fogli di colla di pesce con un po’ d’acqua, strizzateli e fateli sciogliere a fuoco basso con i 4 cucchiai d’acqua, che non dovrà mai bollire, altrimenti farà perdere alla gelatina l’effetto da addensante. Fate raffreddare un po’ la colla di pesce e aggiungete gradatamente lo yogurt a temperatura ambiente, per evitare lo choc termico. Montate poi la panna di soia nella planetaria utilizzando il frullino (considerate, però, che la panna di soia non si monta quanto la panna tradizionale ;)) e unitela allo yogurt, alla colla di pesce e alla marmellata. Conservate la crema in frigorifero per circa 2 ore.

Al momento di servire, nei bicchieri fate uno strato di macedonia e aggiungete la crema di yogurt; fate altri due strati con la macedonia e la crema, che decorerete con una spolverata di speculoos sbriciolati.

A presto ;)!


Frullorbetto ^__^

Vi avevo già detto che quest’estate ho invitato a Palermo due miei amici genovesi? No? Vabbeh, ora lo sapete ^__^! Comunque, quando sono arrivati a Palermo mi hanno fatto una graditissima sorpresa ^__^! Sapendo quanto mi piace sperimentare in cucina e quanto adoro tofu e seitan, mi hanno regalato un libro davvero bello e interessante, sulla cucina vegetariana. In questo libro ho trovato delle ricette interessantissime, che mi riprometto di provare non appena il caldo sparirà definitivamente. Non so da voi, ma a Palermo è ancora estate -__-”’…‘nsinni po’ ccchiù, non se ne può più >_<!!! E soprattutto nelle prime ore del pomeriggio viene ancora voglia di mangiare o bere qualcosa di fresco. Da mangiare o da bere, proprio così, perchè oggi voglio condividere una ricetta semplicissima, ma al tempo stesso sfiziosa e rinfrescante. Anche se sarebbe meglio parlare di una non ricetta (insomma, un po’ come un buon non compleanno 😉 XD!), che, però, pubblico perchè potrebbe essere un auspicio al tanto atteso inizio dell’autunno, così fare la spesa a Villa Sperlinga non sarà più un trauma (anche alle 9 del mattino >_<!!!) e canuzzo ad ogni uscita non mi guarderà più con la facciuzza da esserino morto di caldo ^^”’! Insomma, di cosa sto parlando??? Di un frullorbetto, cioè di un sorbetto che, all’occorrenza, può trasformarsi in uno smoothie ;)! Nel mio caso, parlerei di uno smoothie alla frutta, visto che qualche settimana fa, sbagliando, ho frullato troppo la frutta congelata, che si è quindi squagliata molto velocemente. Ieri, invece, ho fatto tutto di proposito e ho preparato uno smoothie, o meglio, un frullorbetto ^___^!
Con questa non ricetta, inoltre, inauguro la sezione sulla cucina vegetariana, perchè grazie al gentilissimo commento di Alessandra Zecchini mi sono resa conto di aver pubblicato varie ricette vegetariane.

FRULLORBETTO ALLA FRUTTA
 tratto dal libro Cucina Vegetariana
INGREDIENTI
10 prugne
3 pesche noci
2 mele
1 fetta di anguria (oggi sostituita col melone giallo ;))
Granita al limone homemade q.b.
circa 50 ml di vino rosato (altrimenti a piacere ;))
La ricetta è stata, ovviamente, modificata. Ho sostituito il mango, le fragole e l’ananas; ho utilizzato la granita al posto del succo d’arancia e ho aggiunto il vino, che non è presente nella ricetta originale.
Tagliate a pezzi la frutta, mettetela in un vassoio ricoperto di alluminio e fatela congelare per minimo 2 ore. Frullate la frutta ghiacciata insieme al vino; quindi unite la granita e frullate fino ad ottenere la consistenza di un frullato simile a un sorbetto.
Se, invece, volete preparare un sorbetto, fate ghiacciare nel freezer le ciotole per servirlo. Servite immediatamente, per evitare che il sorbetto si scongeli.
A presto 😉

Pesto con pomodorini gialli

Pomodorini gialli by Satsuki010

Pomodorini gialli, a photo by Satsuki010 on Flickr.

Mettete un mercato dal produttore al consumatore, il sabato mattina.
Immaginate un giardinetto pubblico con al centro gli stand dei produttori locali, che fanno diventare il posto un piccolo angolo di paradiso, anche per canuzzo Charlie…si sa, i cani (soprattutto i Beagle con fame atavica) vanno pazzi per carne e formaggio e dobbiamo ringraziare Charlie se abbiamo scoperto il suino nero dei Nebrodi: mai perdere di vista un cane (anche se al guinzaglio -_-”’!) quando da uno stand della carne è appena caduta una fettina di maiale XD :P!!!
Immaginate, poi, il ritorno a casa con dei pomodorini gialli, meravigliosamente gustosi e succosi. Se improvvisamente vi ricordaste di avere in dispensa capperi e mandorle e dell’ottimo basilico proveniente dal balcone (a km 0, quindi XD LOL!!!), cosa preparereste??? Io mi sono ispirata al pesto alla trapanese e ieri ho preparato un favoloso (e scusate la modestia XD :P!!) piatto di pasta col pesto e pomodorini gialli ^__^!

A proposito, con questo piatto ho deciso di inaugurare la sezione dedicata ai piatti gluten free. E nel caso in cui le ricette presentate non siano senza glutine al 100% (come nel caso di quest’ultima ricetta), vi consiglierò i prodotti da utilizzare per sostituire quelli che contengono glutine. Se avete parenti o amici celiaci e volete, quindi, conoscere al meglio questa malattia per capire come cucinare senza problemi per loro, vi consiglio di visitare il sito dell’Associazione Italiana Celiachia e anche il bellissimo blog di Stefania, Cardamomo&co.
Piuttosto, posso offrirvi un piatto di pasta col pesto e pomodorini gialli? ^__^
Ovviamente, se non riusciste a trovare i pomodorini gialli, potete tranquillamente usare del pomodoro tradizionale, come il pomodoro ciliegino, del San Marzano ben maturo (da salsa, quindi e non per l’insalata) o il pomodoro corleone ;)!
INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
400g di spaghettoni
Pomodorini gialli q.b.
1 manciata di capperi sotto sale
1 bel pugno di basilico
1 bella manciata di mandorle sgusciate
1 grosso spicchio d’aglio
sale q.b.
5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Per rendere questa ricetta senza glutine al 100%, sarà sufficiente sostituire la pasta di grano duro con della pasta senza glutine (come quella indicata in questa ricetta). Potete utilizzare i prodotti indicati nel prontuario stilato dall’Associazione Italiana Celiachia oppure farvi consigliare dai vostri conoscenti celiaci.

Per il pesto, la quantità degli ingredienti è a piacere, perchè io mi regolo sempre ad occhio. Per una buona riuscita del piatto, comunque, utilizzate 2/4 di basilico e 3/4 di mandorle. Inoltre, se utilizzate un mortaio di legno (niente mixer per il pesto, per carità, o otterrete solo una pappetta amarognola) non mettete mai l’olio nel mortaio (perchè quest’ultimo va lavato solo con l’acqua, mai col detersivo o si rovinerebbe), ma mescolate il pesto con l’olio in un’insalatiera, che utilizzerete anche per condire la pasta.
Dopo aver fatto scaldare 1/2 cucchiaio d’olio in una padella, fate cuocere i pomodorini tagliati a metà per circa 15 minuti e metteteli, quindi, a raffreddare in un’insalatiera.
Mentre si cuoce la pasta, preparate il pesto. Pestate l’aglio con un pizzico di sale; continuate pestando i capperi (che avrete sciacquato per eliminare i granelli di sale grosso), poi il basilico e, infine, le mandorle. Unite il pesto ai pomodorini e mescolate il tutto con i 5 cucchiai d’olio. Appena la pasta sarà al dente, conditela con il pesto ottenuto e servitela.
Buon appetito ^__^!!!

 

Crêpes chocolatées façon makis

Crêpes chocolatées façon makis – Les recettes – Fiches cuisine – Côté cuisine – Tout à côté – France3

Il blog va momentaneamente in pausa. Ci risentiamo presto, con la mia versione di questa sfiziosissima ricetta ^__^!
Intanto ne approfitto per augurarvi buone vacanze ^__^!
Giuliana


Sperimentando

Insalat di grano Kamut by Satsuki010

Sperimentare è la parola chiave di quest’anno. Per sperimentare nuove ricette, spesso mi sono ritrovata a zonzo per la rete, a seguire programmi di cucina e ad essere immersa nel mondo dei foodblogger. Ed è così che ho conosciuto delle persone meravigliose, come Marzia.
Poi ci sono quei giorni in cui ci si ricorda di avere in dispensa (ma succede anche a voi di dimenticare i prodotti comprati? O son rincitrullita parecchio? :P) una confezione di grano Kamut, che (cito) “è un cereale antichissimo, coltivato in Egitto ed in Mesopotamia più di 5000 anni fa“. I chicchi di questo tipo di grano, poi, possono essere utilizzati al posto del riso per preparare delle insalate fresche e nutrienti. Beh, che dire, aggiudicato, vada per l’insalata ^_^!

INSALATA DI GRANO KAMUT
INGREDIENTI:
300g di Grano integrale Kamut
250g di Tofu marinato
Cetriolo q.b.
Pomodoro San Marzano q.b.
3 peperoni
Capperi sotto sale (una manciata)*
Fagiolini q.b.
Basilico q.b.
1 mazzetto di basilico greco
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
3 cucchiai di aceto balsamico di Modena bio e senza zuccheri
sale q.b.

*i capperi li fa mia madre in casa, da una vita ormai, e utilizza sale marino integrale

Per il tofu marinato, mescolate il tofu al naturale tagliato a cubetti con 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva, un pizzico di sale, 2 cucchiai di aceto balsamico e un pomodoro tagliato a cubetti. Conservate in frigo per una notte.
Per il grano kamut, seguite le indicazioni riportate sulla confezione: “mettere a bagno il grano per una notte. Cuocerlo poi coperto d’acqua (3 volumi per ogni volume di cereale) per circa 1 ora“. Una volta cotto, fatelo raffreddare. Nel frattempo, cuocete i fagiolini a vapore e arrostite i peperoni sulla piastra. Una volta cotti, tagliate a pezzetti i peperoni e i fagiolini e uniteli al pomodoro tagliato a cubetti, al cetriolo a fettine, ai capperi, al basilico, al tofu marinato e all’emulsione e al pomodoro utilizzati per la marinatura del tofu. Mescolate il tutto con un cucchiaio di aceto balsamico e con uno di olio extravergine d’oliva e salate a piacere.

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che per il mese di giugno prevede il tofu.

e alla raccolta di Sonia

Buon appetito ^_^!


Torta fredda al Quark

Fragole_Quark by Satsuki010
Fragole_Quark, a photo by Satsuki010 on Flickr.

Qui è arrivato lo scirocco…e non si respira…e la voglia di cucinare è pari a zero; si va avanti a forza di piatti di pasta semplici, insalatone, mozzarella, feta, quark, granita al limone, litri di acqua ghiacciata e chili di frutta e verdura di stagione, come le mitiche perine del mercato di Villa Sperlinga…mitiche perché non solo sono buonissime, ma hanno anche la capacità di ricordarmi le perine della campagna dei miei nonni…e come diceva Peppino, “ho detto tutto” XD :P!!!
Ma a quanto pare il caldo torrido non è arrivato solo a Palermo e non sono, quindi, l’unica a lamentarsi.
Per evitare di chiudere baracca e burattini, quindi, che si fa??? Si propongono ricette semplicissime e fresche oppure si ripescano delle ricette finite in archivio e che rischiavano di essere dimenticate…santo Flickr, quindi XD!!!
Questa torta freschissima e golosissima l’ho preparata a fine maggio per salutare i colleghi dell’azienda genovese presso cui ho svolto un tirocinio da dicembre a maggio. E non potevo non condividerla con voi, perché l’estate non significa mancanza di dolci ;)!! E anche perchè per me questa torta rappresenta un piccolo ricordo delle vacanze a Brema, ospite di mio cugino, che mi ha fatto conoscere un sacco di posti bellissimi e di prodotti locali strepitosi, come il quark e gli speculoos, appunto :D!
Come diceva anche Alex di Foto e fornelli, il Quark in Italia potete trovarlo da NaturaSì, così come gli speculoos (che potete anche preparare in casa seguendo la mia ricetta per gli speculoos).
Questa torta è ottima anche per la colazione ;)!!

TORTA FREDDA AL QUARK E ALLE FRAGOLE

Un dolce freddo che ho preparato ispirandomi al fantastico Tiramisù fragole, basilico e limoncello di FrancescaV. Un’altra versione di questo buonissimo tiramisù la trovate qui.
Ingredienti per 8-10 persone:
3 confezioni di quark mezzo grasso da 250g
3 confezioni di yogurt bianco cremoso da 125g
marmellata di fragole q.b.
circa 250g di savoiardi
1kg di fragole
succo di limone e zucchero q.b.
speculoos q.b. per decorare
Mescolate il quark con lo yogurt, fino ad ottenere un composto abbastanza cremoso. Aggiungete la marmellata di fragole (io ne ho utilizzato 4 cucchiai; ma la quantità di marmellata dipende da quanto vogliate far diventare dolce la crema ;)) e conservate la crema in frigo.
Mettete da parte le fragole necessarie per la decorazione. Tagliate le fragole rimanenti a cubetti, unitele al succo di limone, zuccheratele a piacere e mettetele, quindi, in frigorifero.
Nella pirofila, disponete il primo strato di savoiardi, che ricoprirete col primo strato di crema. Aggiungete, quindi, le fragole, un leggero strato di crema e un altro strato di savoiardi. Aggiungete la crema rimasta e decorate, infine, con le fragole messe da parte e gli speculoos sbriciolati.  Mettete la torta in frigo, dove dovrà riposare per almeno 6 ore.
Buona merenda/colazione ^__^!!

Tenpura delle casalinghe…

…o kaki-age, la proposta di Acquaviva per l’MTC di giugno.
All’inizio volevo partecipare al gioco, ma alla fine non ho avuto abbastanza tempo per organizzarmi e ho lasciato perdere. Ovviamente, chi mi conosce capirà il motivo per cui non potevo non provare questa ricetta tipica della cucina giapponese, nonostante in casa non ci fosse 1 grammo di farina 00 né 1 millilitro di olio di arachidi. E allora ho preparato il kaki-age à ma façon, che ha avuto un successo inaspettato, visto che non avevo mai fatto prima delle frittelle con la pastella. Conseguenza? Preferisco la versione giapponese della pastella a quella italiana, perchè secondo me è molto più delicata e rende quindi protagonisti gli ingredienti, racchiusi in un fritto croccantissimo…proprio come immaginavo il tenpura delle casalinghe ^__^!!! Per la ricetta originale e per avere maggiori informazioni sul kaki-age, comunque, vi rimando al post di Acquaviva
Con questa ricetta, approfitto dell’occasione per ricordarvi che il Consolato Generale del Giappone ha organizzato una raccolta fondi a favore della Croce Rossa giapponese. Nel sito del Consolato Generale giapponese di Milano potete trovare, inoltre, le ultime notizie relative al terremoto che ha devastato l’area nord-orientale del Giappone.
KAKI-AGE DI PEPERONI E MELANZANE
INGREDIENTI PER 5-6 PERSONE:
380 g di farina tipo 2 di grano tenero
circa 400 ml di acqua ghiacciatissima
3 tuorli da uova bio
olio di semi di girasole q.b. per friggere, bio e spremuto a freddo
5-6 peperoni dolci e piccoli
1 melanzana
sale marino integrale q.b
L’alternativa sta nella scelta della farina (di tipo 2 anzichè 00) e nell’uso dell’olio di semi di girasole al posto di quello di arachidi, ma solo perchè a casa non avevo gli ingredienti richiesti dalla ricetta originale.
Iniziate sbattendo i tuorli con l’acqua. Quindi unite la farina e mescolate lentamente e per poco tempo, anche se si dovessero formare dei grumi. Salate la pastella e mettetela in frigo a riposare.
Tagliate i peperoni a strisce e la melanzana a cubetti. Uniteli, quindi, alla pastella. Non appena l’olio sarà ben caldo, iniziate a cuocere le frittelle di peperoni e melanzane, che considererete cotte non appena saranno diventate croccanti.
Servite con un’insalata di cetrioli e lattuga. Buon appetito ^__^!!

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che a luglio prevede i peperoni.