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Una ghirlanda profumatissima ^_^!

Una ghirlanda di pane dolce e il bianconiglio.
Una scusa per augurarvi delle buone feste ^_^!
E per regalare a tutti voi che passate da questo piccolo blog una ricetta, semplice ma mortalmente buona.
Un pane dolce, da preparare per un pensierino natalizio (volendo, anche in versione senza impasto) dell’ultimo minuto, per la colazione di questi giorni di festa o di un weekend invernale qualsiasi.
O, molto più semplicemente, per un tè pomeridiano. Io prenderei volentieri una tazza di Rooibos all’arancia e cannella, insieme a una fettina di questo pane profumato. E voi?

GHIRLANDA DI PANE DOLCE 
pubblicata su Cucina Naturale di dicembre 2011
Non posso farvi vedere però l’interno della ghirlanda, al momento; spero di riuscirci presto.
Vi fidate sulla parola? ^^”’
Intanto, tra parentesi trovate le mie modifiche.
INGREDIENTI
500 g di farina bianca (400 g di farina 00)
100 g di farina manitoba (mia variante)
3 uova
200 ml di latte
120 g di nocciole tostate (noci)
80 g di uvetta sultanina
80 g di datteri denocciolati (fichi secchi)
50 g di amaranto (50 g di farina di mais fioretto)
40 g di zucchero (1 cucchiaio di zucchero)
25 g di lievito di birra (panetto preliminare)
3 cucchiai di olio di riso (olio extravergine d’oliva)
2 cucchiai di miele di castagno (miele d’arancio)
zucchero a velo (zucchero aromatizzato alla cannella q.b.)
sale (1 cucchiaino di sale)

100 g di farina manitoba
10 g di lievito di birra
acqua tiepida q.b.
Fare lo zucchero aromatizzato alla cannella è facilissimo. 
Macinate la cannella in un macina caffè. Lasciatene sul fondo almeno un cucchiaino e aggiungete lo zucchero; appena avrete ottenuto lo zucchero a velo, conservatelo in un barattolo di vetro e mescolatelo con qualche cucchiaino di cannella macinata al momento (a piacere). 
Per il panetto preliminare, in una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di acqua tiepida; aggiungete la farina e amalgamate con tanta acqua tiepida quanto basta fino ad ottenere un impasto che assomiglia a una pastella consistente. 

Fate lievitare per almeno 30 minuti (volendo anche 1-2 ore). Sarebbe meglio, però, prepararlo la sera prima; se ci riuscite, dopo averlo fatto lievitare, conservate il panetto in frigo; in tal caso, uscitelo dal frigo un’ora prima della preparazione della ghirlanda.

Mettete a bagno l’uvetta per almeno 20 minuti. Poi strizzatela e asciugatela con 2 fogli di carta assorbente.
Riducete i fichi secchi a dadini. Tritate le noci. 
Unite la farina di frumento, quella di mais, lo zucchero e il sale.
Nella ciotola dell’impastatrice (o nel mixer, se la lama è adatta per impastare), versate le uova, il latte, il miele e l’olio. Unite gli ingredienti secchi e il panetto preliminare. 
Utilizzando il gancio ad uncino, azionate l’impastatrice alla velocità minima, fino a formare un impasto morbido (capirete che è pronto quando si staccherà dalle pareti della ciotola).
Sostituite il gancio con la foglia e amalgamate la frutta secca, proprio come si fa per lo Stollen.
Coprite l’impasto con un canovaccio e una coperta di lana e lasciatelo lievitare al caldo per 1-2 ore, o fino a quando il volume sarà almeno raddoppiato.
Al termine della prima fase di lievitazione, dividete la pasta in 12 palline, possibilmente della stessa dimensione. Sistematele su una teglia ricoperta da carta forno, una accanto all’altra, formando una ghirlanda. Battete l’uovo restante insieme a un pizzico di sale e a 1 cucchiaio di latte, poi spennellate con cura il dolce.
Lasciatelo lievitare ancora per 1-2 ore.
Cuocetelo poi in forno preriscaldato e ventilato, a 180° per 20-25 minuti, o fino a quando sarà dorato. Ma visto che i tempi di cottura variano da forno a forno, fate la prova dello stecchino ;)!
Ancora caldo, spolveratelo con zucchero a velo aromatizzato alla cannella.

Ed ecco una foto dell’interno di una delle palline della ghirlanda, assaggiata stamattina a colazione (ecco perchè non potevo farvela vedere):

Buon Natale ^__^!

Cosa regalo a Natale?

Vi faccio una confessione: da un po’ di tempo a questa parte, complice l’odio per la classica domanda “cosa regalo a Natale”, i regali li preparo da me, ovviamente nei limiti del possibile.
Casomai non sapeste ancora cosa regalare, posso darvi qualche ideuzza home-made?
Lo Stollen;
il Limoncello;
i Bonbons di fichi alla siciliana;
i Buccellati;
i Biscotti all’olio e rimacinato;
la Confettura di melagrana (o di qualsiasi altro frutto di stagione preferiate, con o senza agar-agar);
delle mini Brioche speziate al kefir (se avete poco tempo, considerate la versione senza impasto);
la Crema di cacao, amaretti e pesche (visto che non sono di stagione, sostituite le pesche con le pere o con le mele ;));
mini (ma anche no ;)) Muffin con cacao e marmellata ai frutti di bosco;
lo Zucchero aromatizzato alla cannella (o qualsiasi altra spezia preferiate);
dei mini (ma anche no ;)) Muffin al cacao e mele;
dei mini Muffin post-Santa-Lucia.
Oppure potreste regalare la Martorana, sia sotto forma di fruttini, sia decorandoli a mano, liberamente, magari prendendo spunto dalla foto di una ricetta di un libro che mi ha prestato un’amica

Se volete riprodurre i dolci fantasia di pasta di mandorle proposti dal libro, ecco la ricetta, tratta da Scuola di Cucina della Curcio :

Vi ho già parlato, infatti, del metodo a freddo per fare i fruttini di Martorana.
Stavolta però vi passo la ricetta del metodo a caldo, detto anche metodo all’antica, che ho trovato su un libro di dolci siciliani.
FRUTTA MARTORANA ALL’ANTICA
ispirato a “La pasta reale” da I dolci siciliani

INGREDIENTI:
1 kg di farina di mandorle

1 kg di zucchero
250 g di acqua (200)
mezza bustina di vaniglia (2-3 bustine)
aggiunta di 2 cucchiai di amido (mia variante)
Mescolate la farina con l’amido e la vaniglia. Fate sciogliere lo zucchero a fiamma bassa, sempre mescolando, nell’acqua. Appena qualche goccia di zucchero si allungherà, sarà il momento di versare la farina di mandorle. Mescolate bene e versate su un piano bagnato. Lasciate raffreddare e lavora la pasta fino a ottenere un impasto liscio e compatto. 
Poi date la forma che preferite.
Le regole per colorare questi dolcetti sono quelle che ho indicato nel metodo a freddo.

Come si nota anche dalle foto, con questa ricetta si sono formate non poche crepe nei fruttini. 

Grazie ai consigli della foodblogger palermitana Cinzia, ho capito che le crepe sono causate dall’aggiunta di amido, che fa asciugare eccessivamente la pasta di mandorle: ecco perchè aumentano giorno dopo giorno. 
Se volete provare questo metodo, levate l’amido e utilizzate lo zucchero a velo industriale e non lo zucchero semolato; non dovreste avere problemi. 
Se invece preferite il metodo a freddo, levate comunque l’amido, utilizzate lo zucchero a velo industriale e avrete dei dolcetti perfetti ;)!
Non a caso né l’autrice del libro né Cinzia (ecco la sua ricetta: a’ marturana) consigliano di aggiungere amido nell’impasto.
E ora ho capito perchè.
A presto ;)!

Secondo esperimento per Natale ^_^!

Conosciuto anche come Stollen di Dresda. 
Ma io ho scoperto lo Stollen grazie a mio cugino, che, da quando si è trasferito a Brema, a Natale non dimentica mai di portare a Palermo questo splendido dolce natalizio tedesco, una meravigliosa alternativa al classico panettone (provare per credere!). 
Poi a dicembre del 2008 sono finalmente riuscita ad andare a trovarlo a Brema, dopo anni che invitava me e mio fratello (ovviamente, poi c’è stato il bis estivo con mio fratello, ma questa è un’altra storia XD :P!!). In una pasticceria storica di Brema è scattata la scintilla: da allora non ho smesso di pensare che sarebbe stato bello provare una versione casalinga dello Stollen, soprattutto dopo aver visto la ricetta del Panettone di Dresda nel volume sui dolci dell’Enciclopedia della Cucina
Perchè ho provato solo ora? Soprattutto per paura di un tremendo fallimento. Poi l’anno scorso un’amica di Trento mi ha inviato per Natale un pacco meraviglioso, pieno di ogni leccornia trentina e altoatesina: all’interno c’era anche la sua fantastica versione del Christstollen.
Ed è proprio questa la versione che io vi propongo ^__^!
Comunque, visto che anche con questo dolce partecipo allo Starbooks (organizzato dalle foodblogger Daniela e Alessandra di Menù Turistico), alla fine del post trovate anche la ricetta dell’Enciclopedia della Cucina ;)!
Per lo Stollen, la mancanza di esperienza mi ha costretto a fare due tentativi, perchè con l’abbassamento delle temperature la prima volta l’impasto non ha lievitato benissimo; quindi, invece di farlo lievitare completamente in forno (come consiglia invece la mia amica), ho deciso di seguire il metodo di lievitazione del pane, grazie anche ai suggerimenti notati nella ricetta dello Stollen di Adriano e di quello di Nonna Sole.
E se siete celiaci non scoraggiatevi, perchè in rete trovate anche una ricetta senza glutine ;)!
Ho inoltre modificato leggermente gli ingredienti, seguendo anche la versione dell’Enciclopedia. 
Ma non modificai soltanto, perchè al secondo tentativo “fuodde addivintai“: l’entusiasmo mi diede alla testa, rischiai e regalai agli amici che ci hanno invitato a Natale (le foto qui sopra infatti le ho fatte a casa loro) uno dei 3 Christstollen senza nessuna sicurezza sulla riuscita. Ma stamattina ci fu la prova assaggio e tutti pensammo: “buonissimo venne” :D! 
Come ho detto precedentemente, quella che segue è la ricetta della mia amica e tra parentesi trovate le mie modifiche, come al solito ;)!
Ingredienti per 3 Christstollen di media grandezza:
560 g farina 00 (io 330 g di farina 0 e 230 g di farina 00)
180 g burro
186 ml latte
4 tuorli
50 g zucchero 
1 bustina di vanillina
150 g di uvetta sultanina
70 g canditi (io 100 g tra cedro candito e arancia candita)
30 g di lievito di birra
1 pizzico di sale
la buccia grattugiata di un limone (variante del libro)
la buccia grattugiata di un’arancia (variante del libro)
una punta di coltello di semi di cardamomo pestati (variante del libro)
una punta di coltello di noce moscata in polvere (variante del libro)
un cucchiaino di cannella (variante del libro)
100 g di mandorle tritate (variante del libro)
ca. 50 g di burro sciolto
50 g di zucchero
1/2 cucchiaino cannella
zucchero a velo vanigliato (io l’ho omesso)
Fare una pasta madre con il latte tiepido, il lievito e tre-quattro cucchiai un po’ di farina. Coprire con un canovaccio e una coperta di lana e far lievitare in luogo caldo. Io ho fatto lievitare il panetto per circa 3 ore.
Seguendo i consigli di Adriano, mentre il panetto lievitava ho messo a bagno l’uvetta e i canditi con 4 cucchiai di rum, dell’acqua tiepida e 3 baccelli di cardamomo.
Lavorare il burro a crema con lo zucchero, il sale, la vanillina ed i tuorli. 
Impastare la pasta madre con il resto della farina, la crema di burro, il cardamomo (io ho pestato i semi nel mortaio), la noce moscata, e la cannella, lavorando l’impasto finché non fa le bolle (la consistenza dev’essere setosa).
Mettere l’impasto a lievitare coperto da un canovaccio e da una coperta di lana. Deve raddoppiare di volume in circa 20-30 minuti. Io l’ho lasciato lievitare per circa 30 minuti.
Amalgamare l’uvetta lavata, ammollata ed asciugata, i canditi tagliati fini e le mandorle tritate.
Coprire con un canovaccio e una coperta di lana e far lievitare. Io non l’ho fatto lievitare in forno, quindi l’ho lasciato lievitare per circa 4 ore (o fino a quando non è raddoppiato di volume, quindi calcolate bene i tempi di lievitazione).
Dividere l’impasto in 3 parti e stenderle su un piano infarinato (meglio stenderle come un ovale appena accennato – altrimenti lo stollen non fa la “pancia”), poi spennellare il lato in alto (il lato in alto è quello con più uvette attaccate, visto che le uvette sul “lato in basso” tendono a bruciarsi durante la cottura) con metà del burro fuso e spolverizzare con lo zucchero mescolato alla cannella. Chiudere l’impasto quasi a libro (lasciar sporgere un po’ il fondo) e spennellare con il burro.
Far lievitare in forno pre-riscaldato, spento e con la luce accesa per circa 30 minuti.
Infornare nel forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 30′, poi per circa 15-20 minuti a 170°. Deve diventare dorato, quasi nocciola. Ma visto che i tempi di cottura variano da forno a forno, fate la prova dello stecchino ;)!
Spennellare con il restante burro fuso e con lo zucchero a velo aromatizzato alla cannella appena fuori dal forno.
Lasciar stagionare per circa una settimana
Si mangia, idealmente, accompagnato da del tè o da qualcosa da bere.
Potrebbero starci anche dei pistacchi (se piacciono), nella misura di 30-40 g.
La ricetta tratta dall’Enciclopedia della cucina, invece, ricorda piuttosto un pandolce, visto che mancano le uova. Vi lascio comunque la ricetta, perchè mi sembra fatta bene, se si tralascia il particolare delle uova e dei tempi di cottura (che secondo me sono troppo lunghi).

Panettone di Dresda


Ingredienti:
750 farina
75 livito di birra
un quarto di latte
150 zucchero
due bustine di zucchero vanigliato
mezzo cucchiano di sale 
la buccia grattugiata di un limone
una punta di coltello di cardamomo e di noce moscata in polvere
300 burro
500 uva sultanina
150 per sorta di cedro candito a dadini e di mandorle tritate
una fialetta di olio di mandorle amare
la buccia grattugiata di due arance
farina per stendere
margarina per ungere
50 burro fuso per spennellare
100 g di zucchero al velo
una bustina di zucchero vanigliato


Mettete la farina a fontana in una terrina e nell’incavo centrale spezzettatevi il lievito: lavorate un panetto preliminare con un po’ di latte tiepido, un po’ di zucchero e un po’ di farina. Coprite e fate lievitare la pasta in luogo caldo per 20 minuti. Quindi unite il resto del latte e dello zucchero, lo zucchero vanigliato, il sale, la buccia di limone, le spezie, il burro e tutta la farina: impastate lavorando energicamente e sbattendo la pasta finchè formerà delle bollicine e si staccherà dalle pareti del recipiente. Poi mettetela a lievitare, coperta, per altri 30 minuti. Passato questo tempo, incorporatevi l’uvetta già rinvenuta in acqua calda e asciugata, il cedro candito, le mandorle, l’olio di mandorle e la buccia d’arancia. Lasciate riposare di nuovo per 45 minuti a temperatura ambiente. Poi, sulla spianatoia infarinata, stendete la spasta in una grossa sfoglia che dovrà avere lo spessore di 4 cm. Ripiegate la pasta in tre su se stessa nel senso della lunghezza, quindi disponete il dolce su una teglia unta e spennellatelo con metà del burro fuso. Tutt’intorno mettete una striscia di carta di alluminio per tenere in forma il dolce. Introducetelo in forno caldo sul piano centrale. Tempo di cottura: 90 minuti. Forno elettrico, 200°. Appena sfornato, il dolce va spennellato ancora caldo col resto del burro fuso e poi cosparso di zucchero a velo e zucchero vanigliato mescolati insieme. Poichè il dolce sviluppa il suo aroma solo dopo qualche tempo, vi consigliamo di prepararlo almeno una settimana prima di Natale.

E con quest’ultima ricetta del 2011 ne approfitto per augurarvi un Felice Anno Nuovo ^__^!


Un mondo di AUGURIII ^__^!!!

Io e il signor Charlie vi auguriamo un Felice Natale ^__^!!!
Un forte abbraccio (e un’affettuosa scodinzolata :D!) per tutti voi che passate dal pianeta delle leccornie :D!!!

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