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Muffin con frutta e fiocchi d’avena

Visto che siamo in stagione di prugne, per il contest di Fabiola, Peperoncino & Cannella, ho deciso di ripubblicare questi muffin preparati a febbraio.
Ricordate la battuta di Ferribottefimmina picante pigghiala pi amante, fimmina cuciniera pigghiala pi mugghiera“?
Rivedere con gli amici questo capolavoro di Monicelli e decidere di cambiare il titolo del blog in Stregatto cuciniero (come omaggio XD!) è stato un tutt’uno!

Comunque, tornando alla ricetta…immagino che molti potrebbero pensare che sto pubblicando una ricetta banale, ma per me non lo è. Perchè di ricette per muffin ne ho sperimentate tante. Erano buone, ma mancava sempre qualcosa. Poi ho capito cos’era “quel qualcosa” che non andava: i muffin che sfornavo non erano mai abbastanza soffici.

Stavolta, invece, sono quasi perfetti, perchè hanno un buon grado di sofficità senza aumentare la quantità di zucchero e continuando ad utilizzare l’olio d’oliva al posto del burro. Come ci sono riuscita? Giocando con maizena, farina di riso e yogurt.
Per la ricetta finale, ho modificato una mia vecchia ricetta e quella vista sul libro Muffin, aggiungendo della marmellata di prugne-mele-zenzero.
Una marmellata che si è rivelata fantastica anche per accompagnare dei formaggi stagionati e magari anche leggermente piccanti ^_^!
Comunque, ecco la ricetta golosa ;)!
MUFFIN CON FRUTTA E FIOCCHI D’AVENA
Per 12 muffin
2 tazze di farina integrale autolievitante (150 g di farina 0)
70 g di maizena (mia variante)
30 g di farina di riso (mia variante)
2 cucchiaini di lievito in polvere (1/2 bustina di polvere lievitante biologica per dolci)
2 cucchiai di zucchero di canna (100 g di zucchero)
1/2 tazza abbondante di albicocche (omesso)
1 banana schiacciata con 1 cucchiaio di succo d’arancia (omesso)
1 cucchiaino di scorza d’arancia grattugiata finemente (scorza grattugiata di 1 limone)
1/2 tazza di latte scremato  (150 g  di yogurt bianco intero)
1 uovo grande sbattuto (2 uova)
3 cucchiai di olio di semi di girasole o di arachidi (50 ml di olio EVO)
2 cucchiai di fiocchi d’avena (fiocchi d’avena q.b.)
concentrato di frutta, miele o sciroppo d’acero per servire (io miele d’arancio fuso q.b.)

1 cucchiaino raso di bicarbonato (mia variante)

1 cucchiaino raso di cannella (mia variante)
2 cucchiai di limoncello
Mescolate la farina con lo zucchero, il bicarbonato, il lievito, la cannella e la scorza grattugiata del limone.
In un’altra ciotola, sbattete le uova e aggiungete l’olio, lo yogurt e il limoncello. Unite, quindi, questo composto agli ingredienti secchi, mescolando lentamente. Poi, aggiungete tanta marmellata quanto basta ad ottenere un impasto cremoso.
Versate l’impasto nello stampo per muffins. Decorate ogni muffins con dei fiocchi d’avena.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 25-30 minuti, o fino a quando i muffins non risulteranno cotti dopo aver fatto la prova dello stecchino.
Se conservati in una scatola di latta, i muffins si mantengono anche per  3-4 giorni ;)…sempre se resistono agli affamati della casa XD LOL!!
Ah, a volte io seguo il suggerimento del libro e accompagno i muffins a colazione con del miele d’arancio leggermente fuso…una vera delizia ^__^!
E con questi muffin, parzialmente ispirati alla ricetta dei “Muffin alla frutta” del libro Muffin (edito dalla Gribaudo-Parragon), partecipo allo Starbooks.

e al contest di Fabiola, Peperoncino & Cannella

A presto ;)!


Brioche speziata al Kefir


 
Ci sono ricette per cui è amore a prima vista; ma la paura a volte ha il sopravvento e magari si finisce per salvarle…poi, aspettano, aspettano, aspettano…
A me è capitato due volte di rimanere bloccata dalla paura del fallimento: prima per la brioche di Julia Child, poi per lo Stollen. Infatti, la ricetta della brioche della Child (tratta dal libro Baking with Julia) è rimasta in archivio per un bel po’ di tempo…ci voleva del buon burro bio da consumare al più presto per farmi trovare il coraggio di affrontare questa piccola sfida ^__^!
E rileggendo più volte la ricetta vista su Papilles et Pupilles, poi quella del Panbrioche senza impasto e del Vetebrod e ispirandomi vagamente alle dosi e al mix di spezie del Plumcake al papavero, sono finalmente arrivata a questa brioche speziatissima e resa morbida e soffice dal latte di Kefir, più che dal burro.

Conosco il kefir già da un po’, ma non lo avevo ancora assaggiato prima della scorsa settimana, quando l’ho visto all’Eurospin. La cosa che mi ha convinta a prenderlo è stata la stessa marca austriaca di un buonissimo yogurt (e io sono iper pignola, visto che lo paragono sempre a quello francese XD!) che compro in un comune supermercato vicino casa. Una vera rivelazione: buono e fresco (e pure salutare XD!), quasi come uno yogurt bianco intero ^__^! E in più con la favolosa capacità di rendere morbidi torte e lievitati senza dover per forza utilizzare quantità mostruose di burro e uova…una valida alternativa al latticello, quindi ;)! Leggevo sul web, poi, che il latte di kefir si trova anche da Naturasì (com’è che ho visto il latticello e non il kefir?? Boh, mistero!!), Conad, Penny Market.
Io la mangio a colazione sia semplice sia con della marmellata poco zuccherata (per non coprire le spezie) di fragole o lamponi.

BRIOCHE SPEZIATA AL KEFIR
vagamente ispirata alla ricetta della Brioche di Julia Child

In corsivo trovate le dosi della ricetta originale, mentre tra parentesi ho inserito le mie modifiche.

INGREDIENTI

1) Lievito con metodo a spugna:
360 g di farina 0 (150 g di farina 0)
85 ml di latte intero tiepido (100 ml di latte di kefir a temperatura ambiente)
20 g di lievito di birra o una bustina di lievito secco (10 g di lievito di birra)
1 uovo (omesso)

In una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di latte di kefir a temperatura ambiente. Non riscaldate il latte di kefir, ricordate che è simile allo yogurt e va consumato freddo. 
Nell’impastatrice (o nel robot da cucina o nella macchina per il pane), versate il lievito sciolto, il restante latte di kefir e 100 g di farina (tenete da parte 50 g di farina) e impastate con la frusta K  per circa 5 minuti, o fino a quando l’impasto a spugna sarà ben amalgamato. Ricoprite l’impasto con la farina rimanente, coprite la ciotola dell’impastatrice con della pellicola trasparente e una coperta di lana e fate lievitare al caldo per circa 1 ora. Nella ricetta originale, Anne consiglia di far lievitare l’impasto per circa 30-40 minuti; comunque, capirete che è pronta non appena avrà raddoppiato di volume e si saranno formate delle crepe tra la farina e la pasta ;)!
2) Impasto finale:
lievito con metodo a spugna
70 g di zucchero
1/2 cucchiaino da caffè di sale (1 cucchiaino di sale)
4 uova sbattute (1 uovo)
200 g di farina (approssimativamente) (farina 0, più qualche altro cucchiaio, se necessario)
170 g di burro a temperatura ambiente (70 g di burro morbido)
50 ml di latte di kefir a temperatura ambiente (mia variante)
i semi pestati di due baccelli di cardamomo (mia variante)
2 cucchiaini di cannella (mia variante)
zenzero grattugiato q.b. (mia variante)
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano (mia variante)
la buccia grattugiata di 1 limone (mia variante)
semi di papavero q.b. per decorare (mia variante)
Versate lo zucchero, l’uovo sbattuto e i 200 g di farina sull’impasto a spugna. Aggiungete a filo il latte di kefir e alla fine il sale, le spezie, la vanillina e la scorza grattugiata del limone. Impastate per circa 20-25 minuti. Se la pasta non si dovesse staccare dai bordi della ciotola, aggiungete ancora qualche cucchiaio di farina quanto basta. Alla fine, dovrete ottenere un impasto ben amalgamato, morbido ed elastico. Se volete vedere come dovrebbe essere la pasta a questo punto, potete controllare la ricetta originale.
A questo punto, levate la frusta K e montate il gancio a spirale. Riavviate l’impastatrice e incorporate un pezzettino di burro alla volta. Il procedimento è simile a quello dell’impasto per bignè, al momento dell’inserimento delle uova. Quindi, non aggiungete l’altro pezzettino di burro fino a quando il precedente non è stato completamente incorporato. Qui potete vedere l’aspetto finale dell’impasto: liscio, lucido e setoso ;)!
Oliate una grossa ciotola, riponetevi l’impasto e copritelo con pellicola trasparente.
Per la lievitazione, avete due opzioni:
1) Lo fate lievitare a temperatura ambiente per circa 2-2 ore e mezza nella ciotola coperta anche con una coperta di lana e al riparo da correnti d’aria. L’impasto deve raddoppiare di volume.
2) Lo fate lievitare tutta la notte posizionandolo nella parte meno fredda del vostro frigorifero (lievitazione lenta) per circa 4-6 ore (massimo una notte). Dopo aver dato la forma, lasciate lievitare la brioche nello stampo per 1 ora a temperatura ambiente

Io ho scelto la prima opzione; peccato che, iniziando a fare altro, l’ho dimenticato e l’impasto ha lievitato per quasi 3 ore e mezza…la prossima volta punto la sveglia XD!
A lievitazione terminata, date all’impasto la forma che preferite. Io ho data alla mia prima brioche la forma classica, formando due palline una più piccole dell’altra e posizionate nello stampo precedentemente oliato.
Decoratela con un po’ di semi di papavero, se volete.
Fate quindi lievitare la brioche per circa 30 minuti a temperatura ambiente. Io, però, senza riflettere sulle conseguenze 🙁 ho coperto lo stampo con pellicola trasparente ^^”’: ecco perché la pallina superiore sembra una semisfera appiattita XD!
Voi, invece, non fate lo stesso errore. Se volete coprire lo stampo con una coperta di lana, copritelo prima con un’insalatiera dello stesso diametro dello stampo ;)!
Poi, dovreste mescolare un rosso d’uovo con un cucchiaio d’acqua, da spalmare con un pennello sulla brioche. Io, però, non l’ho fatto e la brioche si è dorata lo stesso. Quindi, a voi la scelta ^_^!
Preriscaldate il forno ventilato a 180°. Fate cuocere per circa 30-35 minuti.
Ad ogni modo, i tempi di cottura dipendono:
1) dal tipo di forma scelto per la brioche: nel mio caso, la brioche classica cuoce più a lungo di una treccia, per cui sono necessari, di solito 25-30 minuti;
2) dal forno.
Quindi, fate la prova dello stecchino, utilizzando un coltello che dovrà fuoriuscire pulito dalla brioche.
Nel caso in cui la brioche dovesse colorarsi troppo, copritela a metà cottura con un foglio di alluminio.
Una volta cotta, levatela dallo stampo quando è ancora calda, per evitare che si inumidisca e per farla asciugare bene.
Una volta raffreddata, potete surgelarla, anche a pezzi se volete. Non noterete assolutamente la differenza ;)!

E con questa ricetta partecipo ad Abbecedario culinario della Comunità europea, che questo mese è ospitato da Zibaldone culinario.

A presto ;)!

Il limoncello di nonna

Dati i problemi di salute di Susan, l’appuntamento settimanale “Black and White Wednesday” è rinviato ad aprile.
Questo post, quindi, è dedicato alla ricetta carica di vitamina C “e non solo“: ad alto tasso alcolico…piaciuto lo scherzetto??? XD
La ricetta che vi propongo è di mia nonna e ha sempre riscosso un enorme successo. Io avevo intenzione di seguirla scrupolosamente…ma…ecco…ehm…la prima volta ho letteralmente dimenticato l’infuso per ben 28 giorni e ho dovuto aumentare un bel po’ la quantità di acqua e zucchero, perchè le scorze di limone aumentano notevolmente la gradazione alcolica. E questo è stato il risultato:
La seconda volta, allora, ho deciso di segnare tutto sul calendario…e….beh…secondo voi ha funzionato??? Lasciai le scorze in infusione nell’alcool per 18 giorni anzichè i 10 consigliati da nonna….un leggero miglioramento, direi XD!!! Domenica ho preparato il limoncello ed è venuto così:
E anche se le foto non gli rendono giustizia, stavolta vi passo la ricetta, anche se leggermente modificata per renderlo meno forte del primo esperimento ;)!
Ovviamente, voi seguite le dosi di mia nonna. Se doveste però dimenticarlo come ho fatto io, ricordatevi di aumentare la quantità di acqua e di zucchero: quanto basta per diminuire la gradazione alcolica ;)!
INGREDIENTI
400 ml di alcool
300 g di zucchero (io 330 g)
300 ml di acqua (io 650 ml)
buccia di 9 limoni di inizio stagione
Scegliete dei limoni non trattati di inizio stagione, i cosiddetti verdelli (cioè come quelli nella foto, che io ho raccolto dai miei nonni). Ad ogni modo, potete preparare il limoncello fino a fine febbraio ;)!
Quindi, preparate un infuso con le bucce (ovviamente, scartando la parte bianca, che renderebbe amaro il liquore) e l’alcool; lasciatelo riposare per una settimana o anche per 10 giorni.
Terminato il periodo di infusione, riscaldate l’acqua, fatevi sciogliere lo zucchero a fiamma bassa e spegnete non appena lo zucchero si sarà completamente sciolto nell’acqua.
Non appena lo sciroppo si sarà raffreddato, mescolatelo con l’infuso bucce/alcool e fate riposare il tutto per 10-15 minuti.
Poi, ponete un telo fine (io ho utilizzato un fazzoletto di stoffa) sopra un imbuto o colino e travasate il liquore nelle bottiglie.
A proposito, ne approfitto anche per ringraziare Stefania di BigShade per il premio
Grazie Stefania, anche perchè mi piace l’idea di poter premiare altri blog con questo premio. Un’iniziativa divertente e simpatica, quindi, perchè permette anche di far conoscere alcuni dei miei blog preferiti. Anche se non vi nascondo che non mi sarei fermata a 15 blog ^_^!
Comunque, ecco le regole del gioco:
Ringraziare chi ha donato il premio e mettere il link del suo blog
Condividere 7 fatti personali che riguardano la propria vita
Premiare altri 15 blog
7 cose su di me:
1) adoro il cioccolato e, anni fa, sono letteralmente impazzita per il Ciokemotion di Torino: una golosa di cioccolato nel mondo del cioccolato *O*/!!
2) in casa ci sono 3 armaluzzi:
bilgo Charlie, gatta Marga e micio Lello ^__^!
3) se potessi, tornerei in Francia a giorni alterni XD!!! Beh, anche a Brema e ad Amburgo XD!!
4) mi sono innamorata del mondo della cucina durante gli anni da studente fuorisede; ma ho sempre adorato preparare dolci in compagnia, soprattutto a ridosso delle feste natalizie ^__^!
5) impazzisco per lo stile anni ’60 e inio anni ’70 :D!
6) adoro il cinema, gironzolare in bici e scorrazzare per il centro della mia città con i miei amici storici ^__^!
7) adesso, però, un indovinello: di che città sono? Se seguite il mio blog da un po’, è abbastanza facile ;)!
A presto ;)!

Secondo esperimento per Natale ^_^!

Conosciuto anche come Stollen di Dresda. 
Ma io ho scoperto lo Stollen grazie a mio cugino, che, da quando si è trasferito a Brema, a Natale non dimentica mai di portare a Palermo questo splendido dolce natalizio tedesco, una meravigliosa alternativa al classico panettone (provare per credere!). 
Poi a dicembre del 2008 sono finalmente riuscita ad andare a trovarlo a Brema, dopo anni che invitava me e mio fratello (ovviamente, poi c’è stato il bis estivo con mio fratello, ma questa è un’altra storia XD :P!!). In una pasticceria storica di Brema è scattata la scintilla: da allora non ho smesso di pensare che sarebbe stato bello provare una versione casalinga dello Stollen, soprattutto dopo aver visto la ricetta del Panettone di Dresda nel volume sui dolci dell’Enciclopedia della Cucina
Perchè ho provato solo ora? Soprattutto per paura di un tremendo fallimento. Poi l’anno scorso un’amica di Trento mi ha inviato per Natale un pacco meraviglioso, pieno di ogni leccornia trentina e altoatesina: all’interno c’era anche la sua fantastica versione del Christstollen.
Ed è proprio questa la versione che io vi propongo ^__^!
Comunque, visto che anche con questo dolce partecipo allo Starbooks (organizzato dalle foodblogger Daniela e Alessandra di Menù Turistico), alla fine del post trovate anche la ricetta dell’Enciclopedia della Cucina ;)!
Per lo Stollen, la mancanza di esperienza mi ha costretto a fare due tentativi, perchè con l’abbassamento delle temperature la prima volta l’impasto non ha lievitato benissimo; quindi, invece di farlo lievitare completamente in forno (come consiglia invece la mia amica), ho deciso di seguire il metodo di lievitazione del pane, grazie anche ai suggerimenti notati nella ricetta dello Stollen di Adriano e di quello di Nonna Sole.
E se siete celiaci non scoraggiatevi, perchè in rete trovate anche una ricetta senza glutine ;)!
Ho inoltre modificato leggermente gli ingredienti, seguendo anche la versione dell’Enciclopedia. 
Ma non modificai soltanto, perchè al secondo tentativo “fuodde addivintai“: l’entusiasmo mi diede alla testa, rischiai e regalai agli amici che ci hanno invitato a Natale (le foto qui sopra infatti le ho fatte a casa loro) uno dei 3 Christstollen senza nessuna sicurezza sulla riuscita. Ma stamattina ci fu la prova assaggio e tutti pensammo: “buonissimo venne” :D! 
Come ho detto precedentemente, quella che segue è la ricetta della mia amica e tra parentesi trovate le mie modifiche, come al solito ;)!
Ingredienti per 3 Christstollen di media grandezza:
560 g farina 00 (io 330 g di farina 0 e 230 g di farina 00)
180 g burro
186 ml latte
4 tuorli
50 g zucchero 
1 bustina di vanillina
150 g di uvetta sultanina
70 g canditi (io 100 g tra cedro candito e arancia candita)
30 g di lievito di birra
1 pizzico di sale
la buccia grattugiata di un limone (variante del libro)
la buccia grattugiata di un’arancia (variante del libro)
una punta di coltello di semi di cardamomo pestati (variante del libro)
una punta di coltello di noce moscata in polvere (variante del libro)
un cucchiaino di cannella (variante del libro)
100 g di mandorle tritate (variante del libro)
ca. 50 g di burro sciolto
50 g di zucchero
1/2 cucchiaino cannella
zucchero a velo vanigliato (io l’ho omesso)
Fare una pasta madre con il latte tiepido, il lievito e tre-quattro cucchiai un po’ di farina. Coprire con un canovaccio e una coperta di lana e far lievitare in luogo caldo. Io ho fatto lievitare il panetto per circa 3 ore.
Seguendo i consigli di Adriano, mentre il panetto lievitava ho messo a bagno l’uvetta e i canditi con 4 cucchiai di rum, dell’acqua tiepida e 3 baccelli di cardamomo.
Lavorare il burro a crema con lo zucchero, il sale, la vanillina ed i tuorli. 
Impastare la pasta madre con il resto della farina, la crema di burro, il cardamomo (io ho pestato i semi nel mortaio), la noce moscata, e la cannella, lavorando l’impasto finché non fa le bolle (la consistenza dev’essere setosa).
Mettere l’impasto a lievitare coperto da un canovaccio e da una coperta di lana. Deve raddoppiare di volume in circa 20-30 minuti. Io l’ho lasciato lievitare per circa 30 minuti.
Amalgamare l’uvetta lavata, ammollata ed asciugata, i canditi tagliati fini e le mandorle tritate.
Coprire con un canovaccio e una coperta di lana e far lievitare. Io non l’ho fatto lievitare in forno, quindi l’ho lasciato lievitare per circa 4 ore (o fino a quando non è raddoppiato di volume, quindi calcolate bene i tempi di lievitazione).
Dividere l’impasto in 3 parti e stenderle su un piano infarinato (meglio stenderle come un ovale appena accennato – altrimenti lo stollen non fa la “pancia”), poi spennellare il lato in alto (il lato in alto è quello con più uvette attaccate, visto che le uvette sul “lato in basso” tendono a bruciarsi durante la cottura) con metà del burro fuso e spolverizzare con lo zucchero mescolato alla cannella. Chiudere l’impasto quasi a libro (lasciar sporgere un po’ il fondo) e spennellare con il burro.
Far lievitare in forno pre-riscaldato, spento e con la luce accesa per circa 30 minuti.
Infornare nel forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 30′, poi per circa 15-20 minuti a 170°. Deve diventare dorato, quasi nocciola. Ma visto che i tempi di cottura variano da forno a forno, fate la prova dello stecchino ;)!
Spennellare con il restante burro fuso e con lo zucchero a velo aromatizzato alla cannella appena fuori dal forno.
Lasciar stagionare per circa una settimana
Si mangia, idealmente, accompagnato da del tè o da qualcosa da bere.
Potrebbero starci anche dei pistacchi (se piacciono), nella misura di 30-40 g.
La ricetta tratta dall’Enciclopedia della cucina, invece, ricorda piuttosto un pandolce, visto che mancano le uova. Vi lascio comunque la ricetta, perchè mi sembra fatta bene, se si tralascia il particolare delle uova e dei tempi di cottura (che secondo me sono troppo lunghi).

Panettone di Dresda


Ingredienti:
750 farina
75 livito di birra
un quarto di latte
150 zucchero
due bustine di zucchero vanigliato
mezzo cucchiano di sale 
la buccia grattugiata di un limone
una punta di coltello di cardamomo e di noce moscata in polvere
300 burro
500 uva sultanina
150 per sorta di cedro candito a dadini e di mandorle tritate
una fialetta di olio di mandorle amare
la buccia grattugiata di due arance
farina per stendere
margarina per ungere
50 burro fuso per spennellare
100 g di zucchero al velo
una bustina di zucchero vanigliato


Mettete la farina a fontana in una terrina e nell’incavo centrale spezzettatevi il lievito: lavorate un panetto preliminare con un po’ di latte tiepido, un po’ di zucchero e un po’ di farina. Coprite e fate lievitare la pasta in luogo caldo per 20 minuti. Quindi unite il resto del latte e dello zucchero, lo zucchero vanigliato, il sale, la buccia di limone, le spezie, il burro e tutta la farina: impastate lavorando energicamente e sbattendo la pasta finchè formerà delle bollicine e si staccherà dalle pareti del recipiente. Poi mettetela a lievitare, coperta, per altri 30 minuti. Passato questo tempo, incorporatevi l’uvetta già rinvenuta in acqua calda e asciugata, il cedro candito, le mandorle, l’olio di mandorle e la buccia d’arancia. Lasciate riposare di nuovo per 45 minuti a temperatura ambiente. Poi, sulla spianatoia infarinata, stendete la spasta in una grossa sfoglia che dovrà avere lo spessore di 4 cm. Ripiegate la pasta in tre su se stessa nel senso della lunghezza, quindi disponete il dolce su una teglia unta e spennellatelo con metà del burro fuso. Tutt’intorno mettete una striscia di carta di alluminio per tenere in forma il dolce. Introducetelo in forno caldo sul piano centrale. Tempo di cottura: 90 minuti. Forno elettrico, 200°. Appena sfornato, il dolce va spennellato ancora caldo col resto del burro fuso e poi cosparso di zucchero a velo e zucchero vanigliato mescolati insieme. Poichè il dolce sviluppa il suo aroma solo dopo qualche tempo, vi consigliamo di prepararlo almeno una settimana prima di Natale.

E con quest’ultima ricetta del 2011 ne approfitto per augurarvi un Felice Anno Nuovo ^__^!


Plum-cake al papavero e panna

Una torta nata dalla voglia di provare una nuova ricetta per plum-cake e dalla necessità di consumare della panna per dolci che rischiava di fare una triste fine. Ed è così che è nato un fantastico plum-cake per la colazione, il migliore che abbia mai mangiato!! Un plum-cake scaturito dalla fusione delle mie aggiunte personali con due ricette: una vista sul settimo volumo del libro “Scuola di Cucina” e l’altra notata sul foodblog Le chicche di chicca dopo una ricerca su Google, cioè la ricetta della Torta con la Panna (quindi, grazie Cristina ^__^!).
PLUM-CAKE AL PAPAVERO E PANNA

Copio gli ingredienti della ricetta del “Plum-Cake” tratta dal volume 7 del libro “Scuola di Cucina”, edito dalla Curcio. Tra parentesi trovate le mie modifiche ;)!

INGREDIENTI per 4-6 persone
3 tuorli (3 uova)
100 g di zucchero (150 g)
250 g di farina (300g di farina 0)
un bicchiere di latte (200 ml di panna per dolci)
100 g di burro (50 ml di olio EVO)
una bustina di lievito per dolci (1 bustina di polvere lievitante biologica per dolci)
100 g di uvetta sultanina (omessa)
due confezioni di canditi misti tagliati a dadini (io un pezzetto di arancia candita tagliato a pezzetti piccolissimi)
pangrattato (omesso)
scorza grattugiata di un limone e di un’arancia (mia variante)
40 ml di Cointreau (mia variante)
60 g di semi di papavero (mia variante)

Dopo aver macinato i semi di papavero in un macinacaffè, amalgamateli in una ciotola con la farina e il lievito setacciati, lo zucchero, l’arancia candita e la scorza grattugiata di un limone e di un’arancia.
Nel robot di cucina o nell’impastatrice o a mano, amalgamate velocemente le uova, l’olio, la panna e il liquore. Aggiungete nella ciotola del robot gli ingredienti secchi e lavorate il tutto velocemente, proprio come si fa per i muffins. Versate il composto in uno stampo per plum-cake foderato di carta forno e fate cuocere la torta in forno pre-riscaldato a 180° per circa 1 ora. Ad ogni modo, i tempi di cottura variano da forno a forno, quindi regolatevi con la prova dello stecchino ;)! Considerate che il forno che uso è un po’ grandetto, quindi disperde un po’ il calore…se avete, quindi, un forno che si riscalda facilmente o in cui 160° corrispondono ai 180° del mio, beh, allora controllate la torta già dopo 20-30 minuti ;)!
Lasciate raffreddare il plum-cake su una gratella.

E con questa ricetta partecipo al giveaway “MARTHellati”, organizzato da Stefania di Arabafelice in cucina


Primo esperimento per Natale ^_^

E anche gli esperimenti natalizi sono iniziati ^__^! 
E questa è una ricetta che si è rivelata perfetta non solo per Natale ma anche per il contest delle (St)rès chic gluten free…si, lo so che cosa starete pensando, “ma chic dove???”…e si, perchè io e l’estetica non andiamo per niente d’accordo; quindi nonostante i miei tentativi (palesemente falliti ^^”’) di presentare dei dolcetti decentemente chic, mi sono trovata davanti degli sgorbietti…beh, ma sgorbietti à l’extérieur, perchè à l’intérieur sono très très chic e tremendamente natalizi, disse quella che li preparò e dai gusti particolarmente strani XD :P!! Il sapore particolarmente bizzarro è merito soprattutto della ricetta dei bonbons di fichi alla portoghese tratta dal volume sui dolci dell’Enciclopedia della Cucina…quindi, mica è solo colpa mia :P! Beh, scherzi a parte :D, mentre leggevo la ricetta ho pensato di utilizzare il ripieno dei buccellati, perchè non contiene solo fichi e mandorle, ma anche  noci, cioccolato a scaglie e marmellata di mandarini e di fichi e questo rende il tutto mooolto barocco…non a caso i buccellati sono dei dolci siciliani tipici delle feste di Natale ^_^! 
Quindi questi dolcetti non possono non essere chiamati
BONBONS DI FICHI ALLA SICILIANA
Visto che il ripieno è lo stesso di quello dei buccellati, copio e incollo parte della ricetta che trovate nel post pubblicato qualche mese fa  (e che ripubblicherò a breve) ;)! Invece, gli ingredienti per la glassa sono una modifica della ricetta dei Tronchetti di castagne e cioccolato fondente vista sul numero di novembre di Cucina Naturale.
INGREDIENTI x I BONBONS DI FICHI ALLA SICILIANA
Per il ripieno:
200g di fichi secchi
100g di noci e mandorle spellate e tritate grossolanamente
30g di cioccolata fondente tritata
50g di marmellata di manderini e di fichi
Scorza di 1/4 d’arancia
Scorza di 1/2 manderino
Per la glassa:
100g di cioccolato fondente  (io circa 300g)
1 cucchiaio di zucchero (io l’ho omesso)
1 cucchiaino di margarina fusa, circa 10g (io 1 cucchiaino di burro)
1 cucchiaio di rum (io 4 cucchiai di cointreau)
2 cucchiai d’acqua (io 6 colmi, anche se vado ad occhio)
Quando preparate ricette senza glutine contenenti cioccolato, non dimenticate mai che anche questo è un ingrediente a rischio di contaminazione.  Controllate quindi sulla confezione l’assenza della frase “può contenere tracce di glutine“, che indica che il cioccolato è stato prodotto in uno stabilimento dov’è presente il glutine.

Preparate il ripieno almeno 2 ore prima, tritando innanzitutto i fichi secchi nel mixer. Mescolate il composto ottenuto con la marmellata di manderini e di fichi, le mandorle e le noci tritate grossolanamente, la scorza di arancia e manderino e la cioccolata tritata. Il ripieno deve essere compatto e morbido, altrimenti aggiungere altra marmellata. Formate quindi delle palline.
Passate le 2 ore, preparate la glassa facendo sciogliere il cioccolato a bagnomaria con il burro; aggiungete quindi l’acqua e il cointreau. Quando è ancora caldo, passate le palline nel cioccolato e mettetele ad asciugare su una gratella per almeno 1 giorno. Non appena saranno ben asciutti, disponete i bonbons nei pirottini e conservateli in scatoline di latta, ideali per essere serviti durante le vacanze natalizie o per un regalo natalizio homemade ^__^!

E con questa ricetta partecipo al contest “(St)rès chic gluten free

e al contest “Cucinando per Natale
 A presto ;)!

Colazioniamo??? Gaufres aux agrumes

Parla che ti parla, qualche giorno fa mi sono tornate in mente le “gaufres” (insomma le cialde belghe, o waffel, o wafers se preferite) e per questo devo ringraziare Alessandra di CosebuonediAle ^_^! Ho assaggiato i wafer per la prima volta a Lille, poi a Bruxelles, poi a Brema durante i mercatini di Natale (si, sempre lo stesso periodo in cui sono stata ospite di mio cugino) e proprio lì ho preso la mia cialdiera…un arnese pericoloso, perchè è sufficiente trovare la ricetta giusta per non smettere più, perchè, come ha commentato mio fratello stamattina, “sono una ddddroga!”…e si, non c’è modo migliore per iniziare la giornata XD! 

Quindi, perchè non colazionare con delle gaufres??? E mentre cercavo su un volume di dolci, l’altro ieri mi sono ricordata di una variante con gli agrumi notata su una puntata di Coté Cuisine e che avevo condiviso nel mio vecchio blog…questa qui:
Les gaufres aux agrumes
E fu così che mescolai due ricette ^_^! Ho preparato la pastella giovedì sera e così ieri mattina abbiamo “scialato” a colazione con queste delizie qui:

Io ho accompagnato i waffel con una salsa agli agrumi (pompelmo rosa e arancia), ma se preferite potete utilizzare della crema di nocciole, o della marmellata (quella di fragole è fantastica *O*), o del semplice zucchero a velo, eccetera eccetera eccetera ;)!
Per la pastella, agli ingredienti tratti dal volume sui dolci dell’Enciclopedia della Cucina ho aggiunto le modifiche proposte dallo chef Vodounou, che consiglia di diminuire la quantità di burro delle ricette tradizionali utilizzando del “fromage blanc“, cioè un formaggio fresco francese vagamente simile al quark. Casomai non abbiate o non troviate nè il fromage blanc nè il quark, potreste sostituirli con lo yogurt cremoso intero o con lo yogurt greco ;)! E visto che ho aumentato le dosi, tra parentesi trovate le mie modifiche, come al solito ;)!
WAFERS AGLI AGRUMI
INGREDIENTI:
250g di farina (io 300g di farina di tipo 2)
150g di zucchero (io 50g, altrimenti a piacere)
il midollo di 2 baccelli di vaniglia (io 1 bustina di vanillina)
1 presa di sale
1 bustina di polvere lievitante biologica per dolci (variante della ricetta francese)
mezzo litro di latte (io 230 ml)
3 uova (io 4)
100g di burro (io 60g)
300g di yogurt intero cremoso -in alternativa: fromage blanc, quark o yogurt greco- (variante della ricetta francese)
olio per ungere (io l’ho omesso)
125g di zucchero a velo per spolverizzare (io l’ho omesso)
Per la salsa agli agrumi (variante della ricetta francese):
1 pompelmo (io 2)
1 arancia (io 4)
8g di amido di mais (io 20g)
15g di zucchero a velo (io 50g, altrimenti a piacere)

Il procedimento che ho seguito è tratto dalla ricetta francese ;)!

Per la pastella, mescolate lo yogurt, il latte, lo zucchero e i tuorli. Unite la farina e il lievito, solo dopo averli setacciati. Unite, quindi, il burro fuso caldo, mescolate e aggiungete gli albumi precedentemente montati a neve ferma. Lasciate riposare la pastella in frigo per 1 ora (io l’ho preparata la sera prima per la mattina successiva ed è andato tutto benissimo ^_^!).
A proposito, casomai prepariate la pastella la sera prima, come ho fatto io, aggiungete il lievito solo poco prima di cuocere i wafers, per evitare che perda il suo effetto ;)!
Per la salsa agli agrumi, sbucciate 1 pompelmo e 1 arancia; poi tagliate gli spicchi e metteteli da parte. Spremete il succo del pompelmo rimasto e delle altre 3 arance e mescolatelo con lo zucchero a velo e l’amido di mais. Portate a ebollizione continuando a mescolare e spegnete il fornello non appena la salsa si sarà leggermente addensata. Se doveste preparare la salsa in anticipo come ho fatto io, conservatela in frigorifero ;)!
E appena posso, sperimento la ricetta per gaufres proposta da Mercotte, cioè quella di Gamelle e che contiene lievito di birra.

E con questa ricetta partecipo ad Abbecedario culinario della Comunità europea, che questo mese è ospitato da Zibaldone culinario.

A presto ;)!


Contest “(st)Renne Gluten Free”

Da quando ho letto sul blog di Stefania del contest delle (st)Renne senza glutine, ho notato varie ricette interessanti. Poi sabato mattina sono tornata a casa con dei bellissimi e buonissimi fichi e ho deciso di provare una ricetta notata sul numero di settembre di Cucina Naturale nella sezione dedicata ai piatti senza glutine (i muffin di mais e lamponi di pagina 58). Questa semplicissima torta al profumo di lamponi è stata unita all’accompagnamento previsto per un’altra ricetta, i fichi alla cannella (cioè per la torta di mirtilli di pagina 112). Secondo quest’ultima ricetta, una volta bagnati e spolverati con la cannella, i fichi andrebbero cotti in forno a 180° per 10-15 minuti. Io, invece, ho saltato questo passaggio, perchè i fichi erano troppo buoni e ho deciso di lasciarli al naturale…ma, ovviamente, con una leggera copertura di cannella, perchè una nota speziata non guasta mai ^__^!
Alla fine, mi sono ritrovata davanti una torta facilissima, pronta in meno di un’ora e che si è rivelata un ottimo accompagnamento (al contrario, alla fine XD LOL!) per i fichi alla cannella durante la colazione…ma se preferite potete prepararla per una pausa pomeridiana col tè verde al gelsomino, ad esempio ^__^!

TORTA AL PROFUMO DI LAMPONI 
CON FICHI ALLA CANNELLA

Per preparare questa torta ho modificato una delle ricette di cui ho già parlato, cioè quella relativa ai muffin di mais e lamponi. Riporto qui la ricetta originale; tra parentesi, invece, trovate le mie modifiche ;)!
Se preparate la torta la sera, fatela riposare fino al pomeriggio del giorno successivo, perchè più aspettate, più si noterà il retrogusto di lamponi, più sarà, quindi, gustosa ;)!
INGREDIENTI
150g di farina di mais per polenta istantanea (io, invece, ho utilizzato la farina di mais fioretto macinata fine)
150g di farina di mandorle (io 130g di farina di riso + 60g di farina di mandorle)
150g di lamponi (io 6 cucchiai colmi di marmellata di lamponi)
150g di zucchero (io 100g)
3 uova
130ml d’olio d’arachidi (io 50 ml d’olio extravergine d’oliva)
125g di yogurt bianco (non presente nella ricetta originale)
la scorza grattugiata di 2 limoni (io 2 cucchiai di limoncello homemade ;))
1 bustina di polvere lievitante per dolci

Mescolate la farina di mais, di mandorle e di riso con lo zucchero e il lievito.
In una ciotola, battete le uova con il limoncello e l’olio; mescolate il composto ottenuto con lo yogurt e la marmellata di lamponi.
Dopo aver versato gli ingredienti secchi nel mixer (ma potete preparare la torta anche a mano ;)), unite piano piano gli ingredienti liquidi; lavorate il tutto, quindi, per pochi secondi, fino ad ottenere un composto morbido, non troppo liquido.
Oliate e infarinate una teglia tonda di 25 cm di diametro e versatevi l’impasto; mettete la torta nel secondo ripiano del forno preriscaldato e ventilato e fatela cuocere per circa 30 minuti. Visto che i tempi di cottura variano da forno a forno, fate comunque la prova dello stecchino per capire se la torta è effettivamente cotta ;)!
Al momento di servire la torta, bagnate leggermente i fichi, cospargeteli con un po’ di cannella e…e buon appetito ^__^!

Con questo semplicissimo dolce partecipo al contest delle strenne senza glutine del blog Cardamomo&co

E con questo ultimo post della settimana, ne approfitto per augurarvi un buon weekend ^__^!




“Cucciddati” mooolto in anticipo…

E si, mooolto ma moooooooolto in anticipo. Perchè i “cucciddati” (o buccellati in siciliano) sono dei dolci tipicamente natalizi, di cui parlavo nel mio vecchio blog, in un post su una raccolta di regali natalizi home-made proposta l’anno scorso da Anice&Cannella.
Che senso ha riproporre ora questa ricetta, vi chiederete? Beh, qualche giorno fa (forse domenica, boh, ultimamente sono talmente fusa da dimenticare le cose con una facilità allucinante ç_ç!) Giulia chiedeva sulla sua pagina di Facebook dei consigli per utilizzare al meglio i fichi secchi…e dopo la marmellata e un bel plumcake (magari con qualche pezzettino di cioccolato fondente qua e là), non potevo non suggerirle i buccellati. E allora ho pensato…perchè non condividerli anche con voi?
E così ne approfitto anche per fare un regalino virtuale alla simpaticissima e dolcissima Marzia, che sono finalmente riuscita a conoscere durante le vacanze pasquali a Torino…e che si è presentata con un dolcissimo timer a forma di bianconiglio *O*…e io invece a mani vuote -_-! Che testa in aria, che figuracce che faccio!!! Marzia, grazie mille anche dalla terra dei golosi ^__^!!! Comunque, il bianconiglio, alla faccia mia XD, si sta godendo il sole palermitano -_-…:P!!!
E comunque (se non lo aveste capito XD!), non li ho fatti adesso, questa è la ricetta che ho utilizzato fino a natale scorso, anche per regalarli ad amici e parenti. Oggi sto semplicemente ripubblicando la ricetta, presa anche da una crisi di nostalgia ^^”’!! Vorrei però fosse già autunno per poterli rifare, perchè ho già in mente una versione alternativa, che spero di riuscire a farvi vedere.
I Buccellati di Satsuki..à sa façon :P!!!

INGREDIENTI PER LA PASTA:
1kg di farina di rimacinato
150g di olio extravergine d’oliva
250g di zucchero
Scorza grattugiata di 1 limone
½ cucchiaino di cannella
Acqua q.b. per ottenere un impasto sodo
10g di ammoniaca
Zucchero a velo aromatizzato alla cannella, per decorare i biscotti

Aggiornamento del 31 dicembre 2012: con mia madre abbiamo sperimentato l’aggiunta del bicarbonato all’impasto (1 cucchiaino raso per 1 kg). Vengono terribilmente buoni, più friabili che con la sola ammoniaca (che dovete comunque usare, senza spaventarmi dell’odore che esce dal forno. Una volta cotti, non la sentirete nei biscotti ;)).

Commenti della sottoscritta: per il tipo di farina, sinceramente non so se quella di grano duro sia proprio quella tradizionale. Ma trattandosi di una tradizione della mia famiglia (immaginatevi Satsuki seienne che combina casino nel soggiorno della nonna materna, a Castelvetrano, durante le feste natalizie, e gioca con la farina e si diverte come una matta XD, manco stesse giocando sulla sabbia XD!!), la seguo fedelmente, perchè questa non è solo una ricetta, è anche un insieme di bei ricordi ^_^! Ma se volete, potete sostituire la farina di grano duro con quella di tipo 2 ;)!
L’olio (il mio rigorosamente siciliano, possibilmente del trapanese :P), invece, tradizionalmente dovrebbe essere sostituito dallo strutto…ma visto che a casa lo detestiamo (a ‘sto punto meglio il burro!!), vai di olio d’oliva extravergine.


INGREDIENTI PER IL RIPIENO:
400g di fichi secchi
200g di noci e mandorle tritate grossolanamente
70g di cioccolata fondente tritata grossolanamente
100g di marmellata di manderini – oppure di fichi
Scorza di ½ arancia
Scorza di 1 manderino
PREPARAZIONE:
Sfregare la farina con l’olio in modo che la farina assorba tutto l’olio e non si creino grumi.
Mescolare quindi con lo zucchero, il limone, la cannella e il lievito setacciato (o l’ammoniaca, che deve essere sciolta in un cucchiaio d’acqua).
Disporre la farina a fontana, versare l’acqua e impastare fino ad ottenere un impasto ben sodo (ad esempio, come quello del pane) e che si stacchi bene dalle mani.
Dividere quindi l’impasto ottenuto in 4 panetti e lasciare riposare per circa 2 ore.
Nel frattempo, preparare il ripieno tritando innanzitutto i fichi secchi nel mixer. Mescolare il composto ottenuto con la marmellata di manderini (o di fichi), le mandorle e le noci tritate grossolanamente, la scorza di arancia e manderino tritata e la cioccolata. Il ripieno deve essere compatto e morbido, altrimenti aggiungere altra marmellata.
Passate le 2 ore, trasformare i panetti in filoncini, stenderli col mattarello  fino a raggiungere uno spessore di ½ cm e una larghezza di circa 10-12 cm.
Mettere al centro della pasta il ripieno, chiudere in modo da riformare il filoncino e appiattirlo leggermente.
Dividere quindi il filoncino in tanti piccoli Buccellati, tagliandoli trasversalmente. Con una lametta affilata da barba, fare dei piccoli tagli trasversali ai due lati dei biscotti.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti o fino a quando i biscotti non sono dorati.

Infine, spolverizzare i biscotti con lo zucchero a velo

Per la decorazione, potete anche seguire le altre decorazioni tradizionali, cioè la copertura con glassa di zucchero e diavoletti o semplicemente dei diavoletti inseriti nei taglietti fatti trasversalmente ;)!
Io preferisco la decorazione con lo zucchero a velo, perchè secondo me sono più carini…sono di parte, mi sa, eheheh XD!

Con questa ricetta partecipo al contest Biscotti senza forma

A presto ;)!