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Sapori e profumi che sanno di Francia

Quando la scorsa settimana ho visto una meravigliosa ricetta di pain au chocolat, ho pensato che dovevo assolutamente farli anch’io in casa.
Intanto perchè volevo una piccola coccola post gastroenterite distruttiva. Poi perchè i pains au chocolat in Francia erano la mia droga, creando una dipendenza peggiore di quella per i croissants au beurre, soprattutto se accompagnati da un buon espresso, magari in uno di quei locali dove si incontrano soprattutto persone del posto, non importa se siano francesi o stranieri, gente che vive in città, insomma ^_^!
Dopo aver dato un’occhiata anche alle ricette di Mercotte e di Paoletta, sabato mi sono messa all’opera.
Il risultato? Per il primo tentativo ho ottenuto una specie di catastrofe, esteticamente parlando, perchè di sapore l’impasto era buono. La colpa era solo mia :P! Mi dev’essere venuto un attacco di stupidità o di ansia da prestazione, perchè ho fatto lievitare troppo l’impasto (al primo controllo, dopo un’ora e mezza, non mi sembrava pronto…e invece ho sbagliato, avrei dovuto tirarlo fuori dal forno subito; e dire che non è la prima volta che faccio un lievitato -_-”!). Morale della favola, lavorare la pasta è stata un’impresa :(! Al terzo giro di pieghe, esasperata, ho deciso di riprovarci il giorno successivo, anche se mi erano rimasti solo 150 grammi di burro e solo il panetto preliminare per far lievitare il tutto. Ho congelato quindi metà dell’impasto e con l’altra metà ho fatto un fagotto vuoto, senza cioccolato. Buono, ma inguardabile XD!
Domenica mi sono armata di tutta la pazienza che posseggo 😛 e mi sono rimessa al lavoro, stavolta seguendo anche un consiglio di Mercotte, secondo cui l’impasto e la “sfoglia” di burro devono essere lavorati alla stessa temperatura: freddi, appena usciti dal frigo ;)!
Il risultato lo potete vedere sopra e sotto: direi decente esteticamente, non perfetto (ve l’ho detto, io e l’estetica non andiamo d’accordo :P); ma di sapore erano talmente buoni che per ora mi accontento…sempre se avrò mai la pazienza per rifarli XD LOL!

PAINS AU CHOCOLAT
ispirati a una ricetta notata su Andante Con Gusto

Visto che ho cambiato una piccola parte degli ingredienti e del procedimento, seguendo qualche idea di Mercotte e di Paoletta, trovate le mie modifiche degli ingredienti tra parentesi quadre ;)!
Avendo solo 150 grammi di burro per il secondo tentativo, ho deciso poi di ridurre la quantità di burro destinato all’impasto e della farina manitoba.
Inoltre, la parte in corsivo del procedimento è tratta dalla ricetta di Patty.

Ingredienti
460 gr di farina 00 (io ho miscelato 300 gr di 00 e 180 di Manitoba – questo conferisce maggiore croccantezza alle sfoglie) [300 g di farina 00 e 160 g di farina manitoba]
2,5 dl di latte (io ho usato latte fresco parzialmente scremato)
60 gr di zucchero 20 gr di lievito di birra fresco [mezzo panetto preliminare, di uno contenente 300 g di manitoba, 20 g di lievito di birra e circa un bicchiere e mezzo bicchiere di acqua tiepida, proprio come qui]
2 cucchiai di burro (c.ca 40 gr) [20 g di burro]
125 gr di margarina + 125 gr di burro (io 250 gr di burro) [130 g di burro]
1 tuorlo
10 gr di sale [1 cucchiaino raso di sale]
3 pezzi di cioccolato per ogni brioche (c.ca 7/8 gr) 

Per il panetto, la sera prima, sciogliete il lievito in una ciotola con un po’ d’acqua tiepida; aggiungete poi la farina e impastate velocemente con tanta acqua quanto basta per ottenere un panetto simile a una pastella. Fatelo lievitare fino al raddoppio del volume; quindi mettetelo in una ciotola, che coprirete con pellicola trasparente e conserverete in frigo.
Riscaldate leggermente il forno; quindi, fate intiepidire mezzo panetto nel forno. Se invece volete preparare il panetto il giorno stesso; dovete aspettare che raddoppi di volume; ovviamente; per queste dosi usate solo metà panetto ;)!
Sempre la sera prima, avvolgete 130 grammi di burro nella pellicola, battetelo leggermente con il mattarello per farlo ammorbidire e stendetelo fino a quando avrà la forma di un rettangolo, proprio come consiglia Mercotte.

Fate intiepidire il latte.
Nella ciotola della planetaria, miscelate le farine con lo zucchero, quindi aggiungete il panetto preliminare e cominciate ad impastare con il gancio impastatore, aggiungendo lentamente il latte. Quando avrete incorporato tutto il latte, aggiungete il sale; quindi incorporate un pezzettino di burro alla volta. Il procedimento è simile a quello dell’impasto per bigné, al momento dell’inserimento delle uova. Quindi, non aggiungete l’altro pezzettino di burro fino a quando il precedente non è stato completamente incorporato. Impastate a bassa velocità fino a quando non otterrete una massa liscia, che si staccherò dalle pareti della ciotola lasciandola lucida (circa 10 minuti).
Con un coltello, fate una croce sulla pasta, mettetela in una ciotola unta, copritela con un piatto e fate lievitare l’impasto in forno (precedentemente riscaldato) con la luce accesa, fino a quando non avrà raddoppiato di volume. 
Quindi, sgonfiatelo leggermente, avvolgetelo con la pellicola trasparente, stendetelo leggermente e conservatelo in frigo per un’ora, stando ai consigli di Mercotte.
Dopo un’ora, uscite l’impasto dal frigo e stendete il vostro fagottino con il mattarello in un rettangolo di circa 40 x 60. Posizionate la “sfoglia” di burro al centro della pasta e chiudete i due estremi, fissandoli stendendo leggermente la pasta con il mattarello, per evitare che il burro fuoriesca, proprio come qui
Cominciate quindi con la prima piega. Stendete la pasta in un rettangolo di circa 40 x 60. Ruotate la pasta stesa verso sinistra in modo da avere il rettangolo orizzontale. Piegate il lato sinistro verso il centro. Chiudete il lato destro sul sinistro. A questo punto avrete finito il primo giro di piegature. Avvolgete la pasta nella pellicola e mettetela in frigo per almeno 30 minuti.
Ripetete il procedimento. Per schiarirvi le idee, potete controllare i passaggi fotografati da Patty ;)! Con la pasta chiusa a libro davanti a voi, stendetela, quindi ruotatela in orizzontale e chiudetela nuovamente a libro con le due pieghe. Avvolgetela nella pellicola e di nuovo in frigo per 30 minuti. Dovrete ripetere lo stesso procedimento una terza volta e lasciare riposare nuovamente la pasta prima di usarla.
Stendete la pasta in un rettangolo abbastanza sottile. Ricavateci dei rettangoli di circa 9×7 cm.
Posizionate la cioccolata in 3 pezzi sul lato lungo del rettangolo, quindi arrotolate a formare un cilindro. Vi sembrerà che il rotolo non si chiuda bene. Non vi preoccupate. Durante la successiva lievitazione si sigillerà. Trasferiti i cilindri su una teglia coperta di carta da forno, alla distanza di 2,5/ 3 cm, sistemandoli con la chiusura verso il basso, come delle lumachine; spennellateli con il tuorlo sbattuto e diluito con un po’ di latte e fateli lievitare ancora in forno leggermente caldo (tipo 25°-30°) fino a quando non saranno raddoppiati di volume (da 45 minuti a 1h30, all’incirca; comunque controllateli dopo almeno 30 minuti).
Una volta pronti, fateli cuocere in forno caldo e ventilato a 190°, fino a che non saranno dorati e croccanti, per circa 10/20 minuti all’incirca.
Toglieteli dal forno, staccateli delicatamente (continueranno a lievitare mentre cuociono, quindi si attaccheranno) e fateli raffreddare su una gratella.
Tiepidi sono divini *O*! Ma anche le mattine successive saranno buoni, soprattutto se conservati in una scatola di latta; magari riscaldateli in forno o al microonde.
Con queste dosi, dovreste ottenere circa 18 pains au chocolat. Io ne ho ottenuti 12, di cui 5 molto grossi, il doppio di quelli di Patty.
Come mi ha consigliato lei, l’autrice della ricetta che vi ho proposto, se non volete cuocere tutte le brioche, potete congelare le “lumachine” prima di farle lievitare in forno. Oppure potete seguire i consigli di Paoletta (dopo il punto 28), per congelare e scongelare i pains au chocolat ;)!
Con questi pains au chocolat preparati riutilizzando il panetto preliminare del giorno prima, partecipo alla raccolta di Dauly sulla cucina del riciclo
A presto ;)!

Una ghirlanda profumatissima ^_^!

Una ghirlanda di pane dolce e il bianconiglio.
Una scusa per augurarvi delle buone feste ^_^!
E per regalare a tutti voi che passate da questo piccolo blog una ricetta, semplice ma mortalmente buona.
Un pane dolce, da preparare per un pensierino natalizio (volendo, anche in versione senza impasto) dell’ultimo minuto, per la colazione di questi giorni di festa o di un weekend invernale qualsiasi.
O, molto più semplicemente, per un tè pomeridiano. Io prenderei volentieri una tazza di Rooibos all’arancia e cannella, insieme a una fettina di questo pane profumato. E voi?

GHIRLANDA DI PANE DOLCE 
pubblicata su Cucina Naturale di dicembre 2011
Non posso farvi vedere però l’interno della ghirlanda, al momento; spero di riuscirci presto.
Vi fidate sulla parola? ^^”’
Intanto, tra parentesi trovate le mie modifiche.
INGREDIENTI
500 g di farina bianca (400 g di farina 00)
100 g di farina manitoba (mia variante)
3 uova
200 ml di latte
120 g di nocciole tostate (noci)
80 g di uvetta sultanina
80 g di datteri denocciolati (fichi secchi)
50 g di amaranto (50 g di farina di mais fioretto)
40 g di zucchero (1 cucchiaio di zucchero)
25 g di lievito di birra (panetto preliminare)
3 cucchiai di olio di riso (olio extravergine d’oliva)
2 cucchiai di miele di castagno (miele d’arancio)
zucchero a velo (zucchero aromatizzato alla cannella q.b.)
sale (1 cucchiaino di sale)

100 g di farina manitoba
10 g di lievito di birra
acqua tiepida q.b.
Fare lo zucchero aromatizzato alla cannella è facilissimo. 
Macinate la cannella in un macina caffè. Lasciatene sul fondo almeno un cucchiaino e aggiungete lo zucchero; appena avrete ottenuto lo zucchero a velo, conservatelo in un barattolo di vetro e mescolatelo con qualche cucchiaino di cannella macinata al momento (a piacere). 
Per il panetto preliminare, in una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di acqua tiepida; aggiungete la farina e amalgamate con tanta acqua tiepida quanto basta fino ad ottenere un impasto che assomiglia a una pastella consistente. 

Fate lievitare per almeno 30 minuti (volendo anche 1-2 ore). Sarebbe meglio, però, prepararlo la sera prima; se ci riuscite, dopo averlo fatto lievitare, conservate il panetto in frigo; in tal caso, uscitelo dal frigo un’ora prima della preparazione della ghirlanda.

Mettete a bagno l’uvetta per almeno 20 minuti. Poi strizzatela e asciugatela con 2 fogli di carta assorbente.
Riducete i fichi secchi a dadini. Tritate le noci. 
Unite la farina di frumento, quella di mais, lo zucchero e il sale.
Nella ciotola dell’impastatrice (o nel mixer, se la lama è adatta per impastare), versate le uova, il latte, il miele e l’olio. Unite gli ingredienti secchi e il panetto preliminare. 
Utilizzando il gancio ad uncino, azionate l’impastatrice alla velocità minima, fino a formare un impasto morbido (capirete che è pronto quando si staccherà dalle pareti della ciotola).
Sostituite il gancio con la foglia e amalgamate la frutta secca, proprio come si fa per lo Stollen.
Coprite l’impasto con un canovaccio e una coperta di lana e lasciatelo lievitare al caldo per 1-2 ore, o fino a quando il volume sarà almeno raddoppiato.
Al termine della prima fase di lievitazione, dividete la pasta in 12 palline, possibilmente della stessa dimensione. Sistematele su una teglia ricoperta da carta forno, una accanto all’altra, formando una ghirlanda. Battete l’uovo restante insieme a un pizzico di sale e a 1 cucchiaio di latte, poi spennellate con cura il dolce.
Lasciatelo lievitare ancora per 1-2 ore.
Cuocetelo poi in forno preriscaldato e ventilato, a 180° per 20-25 minuti, o fino a quando sarà dorato. Ma visto che i tempi di cottura variano da forno a forno, fate la prova dello stecchino ;)!
Ancora caldo, spolveratelo con zucchero a velo aromatizzato alla cannella.

Ed ecco una foto dell’interno di una delle palline della ghirlanda, assaggiata stamattina a colazione (ecco perchè non potevo farvela vedere):

Buon Natale ^__^!

Cosa regalo a Natale?

Vi faccio una confessione: da un po’ di tempo a questa parte, complice l’odio per la classica domanda “cosa regalo a Natale”, i regali li preparo da me, ovviamente nei limiti del possibile.
Casomai non sapeste ancora cosa regalare, posso darvi qualche ideuzza home-made?
Lo Stollen;
il Limoncello;
i Bonbons di fichi alla siciliana;
i Buccellati;
i Biscotti all’olio e rimacinato;
la Confettura di melagrana (o di qualsiasi altro frutto di stagione preferiate, con o senza agar-agar);
delle mini Brioche speziate al kefir (se avete poco tempo, considerate la versione senza impasto);
la Crema di cacao, amaretti e pesche (visto che non sono di stagione, sostituite le pesche con le pere o con le mele ;));
mini (ma anche no ;)) Muffin con cacao e marmellata ai frutti di bosco;
lo Zucchero aromatizzato alla cannella (o qualsiasi altra spezia preferiate);
dei mini (ma anche no ;)) Muffin al cacao e mele;
dei mini Muffin post-Santa-Lucia.
Oppure potreste regalare la Martorana, sia sotto forma di fruttini, sia decorandoli a mano, liberamente, magari prendendo spunto dalla foto di una ricetta di un libro che mi ha prestato un’amica

Se volete riprodurre i dolci fantasia di pasta di mandorle proposti dal libro, ecco la ricetta, tratta da Scuola di Cucina della Curcio :

Vi ho già parlato, infatti, del metodo a freddo per fare i fruttini di Martorana.
Stavolta però vi passo la ricetta del metodo a caldo, detto anche metodo all’antica, che ho trovato su un libro di dolci siciliani.
FRUTTA MARTORANA ALL’ANTICA
ispirato a “La pasta reale” da I dolci siciliani

INGREDIENTI:
1 kg di farina di mandorle

1 kg di zucchero
250 g di acqua (200)
mezza bustina di vaniglia (2-3 bustine)
aggiunta di 2 cucchiai di amido (mia variante)
Mescolate la farina con l’amido e la vaniglia. Fate sciogliere lo zucchero a fiamma bassa, sempre mescolando, nell’acqua. Appena qualche goccia di zucchero si allungherà, sarà il momento di versare la farina di mandorle. Mescolate bene e versate su un piano bagnato. Lasciate raffreddare e lavora la pasta fino a ottenere un impasto liscio e compatto. 
Poi date la forma che preferite.
Le regole per colorare questi dolcetti sono quelle che ho indicato nel metodo a freddo.

Come si nota anche dalle foto, con questa ricetta si sono formate non poche crepe nei fruttini. 

Grazie ai consigli della foodblogger palermitana Cinzia, ho capito che le crepe sono causate dall’aggiunta di amido, che fa asciugare eccessivamente la pasta di mandorle: ecco perchè aumentano giorno dopo giorno. 
Se volete provare questo metodo, levate l’amido e utilizzate lo zucchero a velo industriale e non lo zucchero semolato; non dovreste avere problemi. 
Se invece preferite il metodo a freddo, levate comunque l’amido, utilizzate lo zucchero a velo industriale e avrete dei dolcetti perfetti ;)!
Non a caso né l’autrice del libro né Cinzia (ecco la sua ricetta: a’ marturana) consigliano di aggiungere amido nell’impasto.
E ora ho capito perchè.
A presto ;)!

Plumcake in rosa ^_^

 

Lo seguite il blog Cannelle et Vanille?
Io non lo leggo spessissimo, ma le visite sono comunque abbastanza frequenti; e non c’è una ricetta che non mi piaccia.
Se c’è una cosa che adoro di questo blog, è la capacità di Aran di rendere impeccabili e affascinanti le ricette sperimentate per la vita di tutti i giorni, da qualunque punto di vista le si consideri.
Per questo molte sue ricette mi restano impresse a lungo nella mente, proprio com’è successo con i muffin alla barbabietola e semi di papavero, ovviamente senza glutine.
Quindi, quando due sabati fa mi sono ritrovata davanti delle splendide barbabietole -foglie incluse- al mercato di Villa Sperlinga, ho pensato che sarebbero state perfette per questa intrigante ricetta, molto speciale, da qualunque angolo la si osservi ^_^!
Il tempo di tornare a casa (con 2 mazzi, che ieri sono diventati 3, eheh XD!), sistemare un po’ la ricetta (non avevo né farina di quinoa né latte di cocco e li ho sostituiti con la farina 00 e con lo yogurt; se potete, però, provate questa ricetta con la farina di quinoa e con il latte di cocco -secondo me, va bene anche quello al riso e cocco-) e il plumcake e il suo comicissimo impasto fucsia era in forno dopo nemmeno due ore…non perchè ci voglia molto a prepararlo, ma perchè ho fatto altro nel frattempo :P!
A proposito, le foglie di barbabietola non buttatele; sbollentatele in acqua e aceto (per non far perdere il colore rosa) e servitele come insalata, insieme alle barbabietole pelate, tagliate a fettine e cotte a vapore; oppure, dopo averle sbollentate, saltatele in padella con un po’ d’olio d’oliva e uno spicchio d’aglio, per accompagnare della salsiccia, ad esempio. Oppure potete provare una meravigliosa torta salata di ispirazione ligure ^_^!

PLUMCAKE ALLA BARBABIETOLA
dalla ricetta di Aran,
Muffin alla barbabietola e semi di papavero

Mi raccomando, non dimenticate i semi di papavero come ho fatto io.
E come faccio sempre, tra parentesi inserisco le mie modifiche.
Se volete una ricetta interamente senza glutine e senza lattosio, seguite le indicazioni di Aran.
INGREDIENTI:
1 barbabietola media (barbabietole q.b. -30 g di polpa, alla fine-)
1/2 tazza (125 ml) di latte di cocco senza zuccheri (250 g di yogurt bianco intero)
1 cucchiaino di succo di limone (omesso)
1/2 tazza (70 g) di farina di riso integrale finissima (140 g di farina di riso -possibilmente finissima-)
1/2 tazza (50 g) di farina di mandorle (100 g di farina di mandorle)
1/4 di tazza (35 g) di farina di quinoa (60 g di farina 00)
2 cucchiaini di semi di papavero (dimenticati ç_ç!)
1/4 cucchiaino di lievito (1/2 bustina di lievito biologico vanigliato)
1/4 cucchiaino bicarbonato (omesso)
1/4 cucchiaino di sale marino fine (un pizzico di sale)
1 uovo, a temperatura ambiente (2 uova piccole, a temperatura ambiente)
1/4 tazza + 2 cucchiaini (75 g) di zucchero muscovado chiaro o zucchero bruno dorato (120 g di zucchero di canna –non è proprio la stessa cosa, ho fatto di testa mia ;)-)
i semi di una stecca di vaniglia
1/4 tazza (60 ml) di olio di cocco fuso biologico, spremuto a freddo (70 ml di olio extravergine d’oliva)

Io ho utilizzato le barbabietole dei due mazzi che avevo comprato al mercato, per ritrovare pronta per la cena l’insalata di barbabietole, foglie incluse.
Una volta cotte a vapore le barbabietole, frullate 30 g di polpa.
Nella ciotola del mixer, frullate velocemente la polpa tritata con le uova, lo yogurt e l’olio.
Unite la farina mescolata con lo zucchero, il lievito, il sale e i semi della stecca di vaniglia.
Seguendo la ricetta originale, a questo punto dovreste aggiungere anche i semi di papavero (che potete anche macinare in un macinacaffè). Io però li ho dimenticati ç_ç!
Frullate tutti gli ingredienti velocemente e versate l’impasto fucsia (a pois grigi ^_^, se mettete il papavero) nello stampo da plumcake.
Fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per 40-45 minuti, o fino a quando il dolce non risulterà cotto, dopo aver fatto la prova dello stecchino.

Questo dolce è perfetto per la colazione, anche unito a della crema di ricotta e limone, o per una pausa pomeridiana con un buon tè nero.
Ed è pure il dolce più soffice che abbia mai preparato, una piccola piuma, provare per credere ^__^!

A presto ;)!


Biscotti all’olio, una vecchia ricetta ^_^

Una vecchia ricetta.
Eh si, perchè la ricetta base è identica a quella della pasta per i buccellati, ad eccezione del latte utilizzato al posto dell’acqua. Per il resto, per anni, sin da quando ero piccola, questi biscotti hanno rappresentato l’inizio dell’autunno e l’avvicinarsi del Natale, che per me rappresentava soprattutto una cosa: “si va a Castelvetrano, si fanno dolci con nonna” XD! Confesso: la mania per i dolci è iniziata molto presto ^^” (ecco perchè all’inizio il blog si chiamava nel paese dei golosi :P).
Onestamente, non so se sia tutta farina del sacco di mia madre, se non ci sia, insomma, anche lo zampino della mia nonna materna. Cosa probabile, altrimenti non si spiegano tutti i battibecchi generati da questa ricetta di famigghia, non appena provavo a dire “ma un po’ di 00? ma un po’ di zucchero in più?”, dopo aver visto i buccellati della foodblogger siciliana Enza; ma niente, “la ricetta va benissimo così com’è, sono anni che la sperimento, le dosi vanno benissimo [e su questo non ci piove, N.d.A.], non sanno di niente con la 00, etc. etc. etc.” XD! Eh, se dovessi riportare tutti i battibecchi tra me e lei, credo che potrei tranquillamente scrivere un romanzo XD LOL!
Più testarda di lei, ho azionato la planetaria, ho aggiunto un po’ di farina 00, ho aumentato la quantità di zucchero, sono ritornata alla cara e vecchia ammoniaca e dal forno sono usciti questi biscotti, di una semplicità e di una bontà disarmante, proprio come li ricordavo ^_^!
Insomma, l’ho stravolta un po’, la ricetta, lasciando però che la rimacinato continui a predominare, per il risultato speciale che si ottiene.
E se vi state chiedendo cosa c’entri questa farina con i dolci, beh…in alcuni paesi siciliani (parlo del trapanese, altrove non saprei), anticamente la si utilizzava anche per i dolci (come si legge anche sulla confezione di una conosciuta -almeno qui da noi- marca di Valderice), sia per il sapore deciso che conferisce, sia perchè permetteva di conservarli più a lungo. Non a caso, la ricetta dei buccellati risale alla mia bisnonna materna: così faceva lei, così faccio io ^__^!

BISCOTTI ALL’OLIO E RIMACINATO


INGREDIENTI:
500 g di farina 00
750 g di farina di rimacinato
400 ml di latte
100 ml di olio extravergine d’oliva
400 g di zucchero
10 g di ammoniaca per dolci
1 bustina di vanillina
scorza grattugiata di 1 limone

Nella ciotola della planetaria (o anche nel mixer), fate sciogliere l’ammoniaca con 1 o 2 cucchiai di latte. Aggiungete quindi il latte, l’olio e la farina setacciata con lo zucchero e la vanillina e infine la scorza grattugiata del limone.
Lavorate il tutto con la frusta a foglia (o con la lama da impasto del mixer) velocemente, come si fa per la pasta frolla; non appena comincerà a formarsi una palla, spegnete la macchina. Riponete l’impasto sopra la spianatoia infarinata, formate un panetto e lasciatelo riposare per 2 ore, coperto da uno strofinaccio.

Passate
le 2 ore, trasformare il panetto in filoncini e stenderli col mattarello, formando un rettangolo, fino a raggiungere lo spessore desiderato: più i biscotti sono sottili, più sono croccanti e biscottosi; più sono spessi, come quelli della foto, più sono frollosi e inzupposi.
Graffiate la pasta con una forchetta e tagliate i biscotti aiutandovi con una rotella tagliapasta.
Cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 20-30 minuti o fino a quando i biscotti non sono dorati, perchè il tempo di cottura dipende ovviamente dallo spessore dei biscotti e dal vostro forno.
Non vi preoccupate se vi dovessero sembrare troppo croccanti, perchè il giorno dopo risulteranno più morbidi.
Con le quantità indicate, otterrete una latta colma di biscotti, perfetti per accompagnare anche un tè nero alle spezie ^__^!

A presto 😉


No-knead Brioche

Prima di passare alla ricetta, vorrei darvi un piccolo consiglio: se non avete visto e non avete tempo di seguire una delle vecchie puntate di Report, perché non leggere il post di Papille Vagabonde dedicato all’aspartame? Se vi va, poi fatemi sapere che ne pensate.

Questa ricetta di sicuro molti di voi la conoscono già. E la mia è in archivio da un bel po’, da maggio addirittura; ma per un motivo o per un altro ho rimandato e appena è arrivata l’estate ho deciso di rimandarla all’autunno, perchè quando fa caldo detesto accendere il forno.
Che dite, secondo voi questa brioche mi porterà fortuna? Farà arrivare finalmente l’autunno anche a Palermo, visto che ieri e sabato ha piovuto?

Avevo visto la brioche senza impasto su La ciliegina sulla torta, poi su Fragola e Limone e infine su CosebuonediAle.
E mischiando queste tre ricette, sono arrivata alla mia variante, inserendo il latte di kefir e le spezie, proprio come ho fatto con la brioche ad impasto classico ;)!
E ho preparato due versioni. Per la prima versione, mi sono organizzata preparando con 2 ore di anticipo un panetto preliminare (fatto con farina 0, lievito di birra e acqua), che poi ho unito all’impasto finale.
Per la seconda, fatta due giorni dopo (eh si, perchè questo non-impasto può essere conservato in frigo anche per 5 giorni, comodo, no? ^_^), ho eliminato il panetto preliminare, seguendo i consigli di Tuki, Sarah FeL e Ale.
Devo dire che la differenza si nota appena. La prima versione, giustamente, risulta più leggera; la seconda, invece, è più pastosa e leggermente simile a una piccola brioche industriale (e francamente non so da cosa dipenda ^^”).
Ad ogni modo, hanno avuto entrambe un successo strepitoso. E visto che queste brioche senza impasto sono pure facilissime da fare, credo che abbandonerò momentaneamente la brioche impastata in modo classico XD!

BRIOCHE SENZA IMPASTO 
AL KEFIR – I versione


INGREDIENTI:
Per il panetto preliminare:
100 g di farina 0
10 g di lievito di birra
acqua tiepida q.b.
Per il non-impasto finale:
350 g di farina 0
150 ml di latte di kefir
60 g di burro
1 uovo
1/2 cucchiaio di sale
50 g di zucchero
1 bustina di vanillina
2 cucchiaini di cannella
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano

Per il panetto preliminare, in una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di acqua tiepida; aggiungete la farina e amalgamate con tanta acqua tiepida quanto basta fino ad ottenere un impasto che assomiglia a una pastella consistente. 

Fate lievitare per almeno 30 minuti (volendo anche un’ora). Se lo preparate il giorno prima, dopo averlo fatto lievitare, conservate il panetto in frigo; in tal caso, uscitelo dal frigo un’ora prima della preparazione del non-impasto finale.

Consiglio: non riscaldate il latte di kefir, ricordate che è simile allo yogurt e va consumato freddo. 

Per il non-impasto finale, fate sciogliere il burro in un pentolino. Quando sarà a temperatura ambiente, unitelo alla farina setacciata con la vanillina, il sale, lo zucchero, la cannella e i chiodi di garofano macinati in casa; aggiungete quindi il panetto preliminare, l’uovo sbattuto e il kefir e mescolate con un cucchiaio di legno. Dovrete ottenere un impasto che assomiglia a della pastella sostenuta. Coprite la ciotola con la pellicola e fate lievitare per due ore. Quindi fate riposare l’impasto in frigo per almeno 24 ore, fino a un massimo di 5 giorni (io stavolta ho cotto la brioche il quarto giorno).
Il giorno in cui vorrete cuocerla, aiutandovi con un po’ di farina formate 4 panetti della stessa misura (io ne ho fatti 6 e non sono molto belli ^^”’…io e la manualità non andiamo d’accordo XD :P!), metteteli uno attaccato all’altro in uno stampo per plumcake da 30 cm, ricoperto da carta forno. Fate lievitare la brioche per circa 2 ore e mezza, o fino a quando non arriva al bordo dello stampo.
Sarah la spennella con tuorlo e poco latte sbattuti, ma io non lo faccia, ho sempre paura di “ammazzare” la lievitazione ^^”’
Cuocete in forno preriscaldato e ventilato a 180° per 30 minuti.
Mai brioche fu più facile da preparare XD LOL!!!

BRIOCHE SENZA IMPASTO
AL KEFIR – II versione
INGREDIENTI:
300 g di farina 0
50 g di farina 00
10 g di lievito di birra
acqua tiepida q.b.
120 ml di latte di kefir
70 g di burro
60 g di zucchero
1 uovo
6 cucchiaini (sennò a piacere) di zucchero alla cannella home-made
1/2 cucchiaio di sale
1 bustina di vanillina
1 punta di coltello di chiodo di garofano
Fare lo zucchero aromatizzato alla cannella è facilissimo. 
Macinate la cannella in un macina caffè.  Lasciatene sul fondo almeno un cucchiaino e aggiungete lo zucchero; appena avrete ottenuto lo zucchero a velo, conservatelo in un barattolo di vetro e mescolatelo con qualche cucchiaino di cannella macinata al momento (a piacere).
In una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di acqua tiepida.
Fate sciogliere il burro in un pentolino. Quando sarà a temperatura ambiente, unitelo alla farina setacciata con la vanillina, il sale, lo zucchero alla cannella e i chiodi di garofano macinati in casa; aggiungete quindi il lievito, l’uovo sbattuto e il kefir e mescolate con un cucchiaio di legno. Dovrete ottenere un impasto che assomiglia a della pastella sostenuta. Coprite la ciotola con la pellicola e fate lievitare per due ore. Quindi fate riposare l’impasto in frigo per almeno 24 ore, fino a un massimo di 5 giorni (io stavolta ho cotto la brioche il quarto giorno).
Il giorno in cui vorrete cuocerla, aiutandovi con un po’ di farina formate 4 panetti della stessa misura (io ne ho fatti 6 e non sono molto belli ^^”’…io e la manualità non andiamo d’accordo XD :P!), metteteli uno attaccato all’altro in uno stampo per plumcake da 30 cm, ricoperto da carta forno. Fate lievitare la brioche per circa 2 ore e mezza, o fino a quando non arriva al bordo dello stampo.
Sarah la spennella con tuorlo e poco latte sbattuti, ma io non lo faccia, ho sempre paura di “ammazzare” la lievitazione ^^”’
Cuocete in forno preriscaldato e ventilato a 180° per 30 minuti. 
Comunque, se utilizzate uno stampo per muffin (come ho fatto io), controllate le mini brioche dopo almeno 15 minuti, facendo la prova dello stecchino. Non fate come me, che, confondendomi, le ho uscite insieme alla brioche grande, la precedente…avrebbero dovuto cuocere almeno 5 minuti in meno.
A presto ;)!

Muffin con frutta e fiocchi d’avena

Visto che siamo in stagione di prugne, per il contest di Fabiola, Peperoncino & Cannella, ho deciso di ripubblicare questi muffin preparati a febbraio.
Ricordate la battuta di Ferribottefimmina picante pigghiala pi amante, fimmina cuciniera pigghiala pi mugghiera“?
Rivedere con gli amici questo capolavoro di Monicelli e decidere di cambiare il titolo del blog in Stregatto cuciniero (come omaggio XD!) è stato un tutt’uno!

Comunque, tornando alla ricetta…immagino che molti potrebbero pensare che sto pubblicando una ricetta banale, ma per me non lo è. Perchè di ricette per muffin ne ho sperimentate tante. Erano buone, ma mancava sempre qualcosa. Poi ho capito cos’era “quel qualcosa” che non andava: i muffin che sfornavo non erano mai abbastanza soffici.

Stavolta, invece, sono quasi perfetti, perchè hanno un buon grado di sofficità senza aumentare la quantità di zucchero e continuando ad utilizzare l’olio d’oliva al posto del burro. Come ci sono riuscita? Giocando con maizena, farina di riso e yogurt.
Per la ricetta finale, ho modificato una mia vecchia ricetta e quella vista sul libro Muffin, aggiungendo della marmellata di prugne-mele-zenzero.
Una marmellata che si è rivelata fantastica anche per accompagnare dei formaggi stagionati e magari anche leggermente piccanti ^_^!
Comunque, ecco la ricetta golosa ;)!
MUFFIN CON FRUTTA E FIOCCHI D’AVENA
Per 12 muffin
2 tazze di farina integrale autolievitante (150 g di farina 0)
70 g di maizena (mia variante)
30 g di farina di riso (mia variante)
2 cucchiaini di lievito in polvere (1/2 bustina di polvere lievitante biologica per dolci)
2 cucchiai di zucchero di canna (100 g di zucchero)
1/2 tazza abbondante di albicocche (omesso)
1 banana schiacciata con 1 cucchiaio di succo d’arancia (omesso)
1 cucchiaino di scorza d’arancia grattugiata finemente (scorza grattugiata di 1 limone)
1/2 tazza di latte scremato  (150 g  di yogurt bianco intero)
1 uovo grande sbattuto (2 uova)
3 cucchiai di olio di semi di girasole o di arachidi (50 ml di olio EVO)
2 cucchiai di fiocchi d’avena (fiocchi d’avena q.b.)
concentrato di frutta, miele o sciroppo d’acero per servire (io miele d’arancio fuso q.b.)

1 cucchiaino raso di bicarbonato (mia variante)

1 cucchiaino raso di cannella (mia variante)
2 cucchiai di limoncello
Mescolate la farina con lo zucchero, il bicarbonato, il lievito, la cannella e la scorza grattugiata del limone.
In un’altra ciotola, sbattete le uova e aggiungete l’olio, lo yogurt e il limoncello. Unite, quindi, questo composto agli ingredienti secchi, mescolando lentamente. Poi, aggiungete tanta marmellata quanto basta ad ottenere un impasto cremoso.
Versate l’impasto nello stampo per muffins. Decorate ogni muffins con dei fiocchi d’avena.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 25-30 minuti, o fino a quando i muffins non risulteranno cotti dopo aver fatto la prova dello stecchino.
Se conservati in una scatola di latta, i muffins si mantengono anche per  3-4 giorni ;)…sempre se resistono agli affamati della casa XD LOL!!
Ah, a volte io seguo il suggerimento del libro e accompagno i muffins a colazione con del miele d’arancio leggermente fuso…una vera delizia ^__^!
E con questi muffin, parzialmente ispirati alla ricetta dei “Muffin alla frutta” del libro Muffin (edito dalla Gribaudo-Parragon), partecipo allo Starbooks.

e al contest di Fabiola, Peperoncino & Cannella

A presto ;)!


Brioche speziata al Kefir


 
Ci sono ricette per cui è amore a prima vista; ma la paura a volte ha il sopravvento e magari si finisce per salvarle…poi, aspettano, aspettano, aspettano…
A me è capitato due volte di rimanere bloccata dalla paura del fallimento: prima per la brioche di Julia Child, poi per lo Stollen. Infatti, la ricetta della brioche della Child (tratta dal libro Baking with Julia) è rimasta in archivio per un bel po’ di tempo…ci voleva del buon burro bio da consumare al più presto per farmi trovare il coraggio di affrontare questa piccola sfida ^__^!
E rileggendo più volte la ricetta vista su Papilles et Pupilles, poi quella del Panbrioche senza impasto e del Vetebrod e ispirandomi vagamente alle dosi e al mix di spezie del Plumcake al papavero, sono finalmente arrivata a questa brioche speziatissima e resa morbida e soffice dal latte di Kefir, più che dal burro.

Conosco il kefir già da un po’, ma non lo avevo ancora assaggiato prima della scorsa settimana, quando l’ho visto all’Eurospin. La cosa che mi ha convinta a prenderlo è stata la stessa marca austriaca di un buonissimo yogurt (e io sono iper pignola, visto che lo paragono sempre a quello francese XD!) che compro in un comune supermercato vicino casa. Una vera rivelazione: buono e fresco (e pure salutare XD!), quasi come uno yogurt bianco intero ^__^! E in più con la favolosa capacità di rendere morbidi torte e lievitati senza dover per forza utilizzare quantità mostruose di burro e uova…una valida alternativa al latticello, quindi ;)! Leggevo sul web, poi, che il latte di kefir si trova anche da Naturasì (com’è che ho visto il latticello e non il kefir?? Boh, mistero!!), Conad, Penny Market.
Io la mangio a colazione sia semplice sia con della marmellata poco zuccherata (per non coprire le spezie) di fragole o lamponi.

BRIOCHE SPEZIATA AL KEFIR
vagamente ispirata alla ricetta della Brioche di Julia Child

In corsivo trovate le dosi della ricetta originale, mentre tra parentesi ho inserito le mie modifiche.

INGREDIENTI

1) Lievito con metodo a spugna:
360 g di farina 0 (150 g di farina 0)
85 ml di latte intero tiepido (100 ml di latte di kefir a temperatura ambiente)
20 g di lievito di birra o una bustina di lievito secco (10 g di lievito di birra)
1 uovo (omesso)

In una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di latte di kefir a temperatura ambiente. Non riscaldate il latte di kefir, ricordate che è simile allo yogurt e va consumato freddo. 
Nell’impastatrice (o nel robot da cucina o nella macchina per il pane), versate il lievito sciolto, il restante latte di kefir e 100 g di farina (tenete da parte 50 g di farina) e impastate con la frusta K  per circa 5 minuti, o fino a quando l’impasto a spugna sarà ben amalgamato. Ricoprite l’impasto con la farina rimanente, coprite la ciotola dell’impastatrice con della pellicola trasparente e una coperta di lana e fate lievitare al caldo per circa 1 ora. Nella ricetta originale, Anne consiglia di far lievitare l’impasto per circa 30-40 minuti; comunque, capirete che è pronta non appena avrà raddoppiato di volume e si saranno formate delle crepe tra la farina e la pasta ;)!
2) Impasto finale:
lievito con metodo a spugna
70 g di zucchero
1/2 cucchiaino da caffè di sale (1 cucchiaino di sale)
4 uova sbattute (1 uovo)
200 g di farina (approssimativamente) (farina 0, più qualche altro cucchiaio, se necessario)
170 g di burro a temperatura ambiente (70 g di burro morbido)
50 ml di latte di kefir a temperatura ambiente (mia variante)
i semi pestati di due baccelli di cardamomo (mia variante)
2 cucchiaini di cannella (mia variante)
zenzero grattugiato q.b. (mia variante)
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano (mia variante)
la buccia grattugiata di 1 limone (mia variante)
semi di papavero q.b. per decorare (mia variante)
Versate lo zucchero, l’uovo sbattuto e i 200 g di farina sull’impasto a spugna. Aggiungete a filo il latte di kefir e alla fine il sale, le spezie, la vanillina e la scorza grattugiata del limone. Impastate per circa 20-25 minuti. Se la pasta non si dovesse staccare dai bordi della ciotola, aggiungete ancora qualche cucchiaio di farina quanto basta. Alla fine, dovrete ottenere un impasto ben amalgamato, morbido ed elastico. Se volete vedere come dovrebbe essere la pasta a questo punto, potete controllare la ricetta originale.
A questo punto, levate la frusta K e montate il gancio a spirale. Riavviate l’impastatrice e incorporate un pezzettino di burro alla volta. Il procedimento è simile a quello dell’impasto per bignè, al momento dell’inserimento delle uova. Quindi, non aggiungete l’altro pezzettino di burro fino a quando il precedente non è stato completamente incorporato. Qui potete vedere l’aspetto finale dell’impasto: liscio, lucido e setoso ;)!
Oliate una grossa ciotola, riponetevi l’impasto e copritelo con pellicola trasparente.
Per la lievitazione, avete due opzioni:
1) Lo fate lievitare a temperatura ambiente per circa 2-2 ore e mezza nella ciotola coperta anche con una coperta di lana e al riparo da correnti d’aria. L’impasto deve raddoppiare di volume.
2) Lo fate lievitare tutta la notte posizionandolo nella parte meno fredda del vostro frigorifero (lievitazione lenta) per circa 4-6 ore (massimo una notte). Dopo aver dato la forma, lasciate lievitare la brioche nello stampo per 1 ora a temperatura ambiente

Io ho scelto la prima opzione; peccato che, iniziando a fare altro, l’ho dimenticato e l’impasto ha lievitato per quasi 3 ore e mezza…la prossima volta punto la sveglia XD!
A lievitazione terminata, date all’impasto la forma che preferite. Io ho data alla mia prima brioche la forma classica, formando due palline una più piccole dell’altra e posizionate nello stampo precedentemente oliato.
Decoratela con un po’ di semi di papavero, se volete.
Fate quindi lievitare la brioche per circa 30 minuti a temperatura ambiente. Io, però, senza riflettere sulle conseguenze 🙁 ho coperto lo stampo con pellicola trasparente ^^”’: ecco perché la pallina superiore sembra una semisfera appiattita XD!
Voi, invece, non fate lo stesso errore. Se volete coprire lo stampo con una coperta di lana, copritelo prima con un’insalatiera dello stesso diametro dello stampo ;)!
Poi, dovreste mescolare un rosso d’uovo con un cucchiaio d’acqua, da spalmare con un pennello sulla brioche. Io, però, non l’ho fatto e la brioche si è dorata lo stesso. Quindi, a voi la scelta ^_^!
Preriscaldate il forno ventilato a 180°. Fate cuocere per circa 30-35 minuti.
Ad ogni modo, i tempi di cottura dipendono:
1) dal tipo di forma scelto per la brioche: nel mio caso, la brioche classica cuoce più a lungo di una treccia, per cui sono necessari, di solito 25-30 minuti;
2) dal forno.
Quindi, fate la prova dello stecchino, utilizzando un coltello che dovrà fuoriuscire pulito dalla brioche.
Nel caso in cui la brioche dovesse colorarsi troppo, copritela a metà cottura con un foglio di alluminio.
Una volta cotta, levatela dallo stampo quando è ancora calda, per evitare che si inumidisca e per farla asciugare bene.
Una volta raffreddata, potete surgelarla, anche a pezzi se volete. Non noterete assolutamente la differenza ;)!

E con questa ricetta partecipo ad Abbecedario culinario della Comunità europea, che questo mese è ospitato da Zibaldone culinario.

A presto ;)!

Tra magnifiche presenze, cacao e brutte notizie, ma non mie!

La settimana non finisce benissimo, ma si sa, da un po’ di tempo a questa parte non circolano belle notizie.
Per fortuna, però, a metà settimana c’è stata una piacevole, divertente, magnifica presenza.
Se poi si riapre un libro raffinato e appassionante, soffermandosi su un ritratto di signora, si ricomincia a riflettere.
Allora sabato decido di fare una piccola pausa e apro un altro libro, un ricettario questa volta.
Mischio quindi due ricette con una mia vecchia ricetta.
E dopo aver aperto un barattolo di marmellata ai frutti di bosco, domani riuscirò finalmente a papparmi un altro muffin cioccolatoso a colazione XD!
MUFFIN CON CACAO E MARMELLATA AI FRUTTI DI BOSCO

Come dicevo, l’idea nasce da un’ispirazione fornita dal libro sui muffin della Gribaudo: i muffin al cioccolato senza zucchero e quelli leggeri ai mirtilli. Io ho utilizzato, però, le dosi di una mia vecchia ricetta, che trovate anche qui….ma ovviamente modificando un po’ di cose, perchè se non improvviso non sono contenta XD LOL!!
Riporto le dosi originali dei muffin al cioccolato senza zucchero. Tra parentesi trovate le mie modifiche in corsivo ;)!

INGREDIENTI
1 1/2 di farina (150 g di farina 0)
100 g di farina 00 (mia variante)
1 cucchiaio di cacao amaro (2 cucchiai di cacao amaro equosolidale)
1 cucchiaio di lievito in polvere (1/2 bustina di lievito biologico vanigliato)
1 cucchiaino di bicarbonato (variante dei muffin ai mirtilli)
100 g di zucchero (mia variante)
4 cucchiai di olio di semi di girasole o di arachidi, più altro per lo stampo, se lo usate (40 ml di olio extravergine di oliva)
2 uova grandi (2 uova)
150 ml di latticello (ispirato allo yogurt dei muffin ai mirtilli)
marmellata ai frutti di bosco q.b. (ispirata ai muffin ai mirtilli)
1/2 cucchiaino di pimento (omesso)
3/4 di tazza di tazza di succo d’arancia non zuccherato (omesso)
1 cucchiaino di scorza d’arancia grattugiata (omesso)
1/2 tazza di mirtilli freschi (omessi)

Mescolate la farina con lo zucchero, il bicarbonato, il lievito e il cacao.
In un’altra ciotola, sbattete le uova e aggiungete l’olio e il latticello.
Unite, quindi, questo composto agli ingredienti secchi, mescolando lentamente. Poi, aggiungete tanta marmellata quanto basta ad ottenere un impasto cremoso.
Versate l’impasto nello stampo per muffins.
Fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 25-30 minuti, o fino a quando i muffins non risulteranno cotti dopo aver fatto la prova dello stecchino.
Se conservati in una scatola di latta, i muffins si mantengono anche per 3-4 giorni ;)…sempre se resistono agli affamati della casa XD LOL!!!

A presto ;)!

Il limoncello di nonna

Dati i problemi di salute di Susan, l’appuntamento settimanale “Black and White Wednesday” è rinviato ad aprile.
Questo post, quindi, è dedicato alla ricetta carica di vitamina C “e non solo“: ad alto tasso alcolico…piaciuto lo scherzetto??? XD
La ricetta che vi propongo è di mia nonna e ha sempre riscosso un enorme successo. Io avevo intenzione di seguirla scrupolosamente…ma…ecco…ehm…la prima volta ho letteralmente dimenticato l’infuso per ben 28 giorni e ho dovuto aumentare un bel po’ la quantità di acqua e zucchero, perchè le scorze di limone aumentano notevolmente la gradazione alcolica. E questo è stato il risultato:
La seconda volta, allora, ho deciso di segnare tutto sul calendario…e….beh…secondo voi ha funzionato??? Lasciai le scorze in infusione nell’alcool per 18 giorni anzichè i 10 consigliati da nonna….un leggero miglioramento, direi XD!!! Domenica ho preparato il limoncello ed è venuto così:
E anche se le foto non gli rendono giustizia, stavolta vi passo la ricetta, anche se leggermente modificata per renderlo meno forte del primo esperimento ;)!
Ovviamente, voi seguite le dosi di mia nonna. Se doveste però dimenticarlo come ho fatto io, ricordatevi di aumentare la quantità di acqua e di zucchero: quanto basta per diminuire la gradazione alcolica ;)!
INGREDIENTI
400 ml di alcool
300 g di zucchero (io 330 g)
300 ml di acqua (io 650 ml)
buccia di 9 limoni di inizio stagione
Scegliete dei limoni non trattati di inizio stagione, i cosiddetti verdelli (cioè come quelli nella foto, che io ho raccolto dai miei nonni). Ad ogni modo, potete preparare il limoncello fino a fine febbraio ;)!
Quindi, preparate un infuso con le bucce (ovviamente, scartando la parte bianca, che renderebbe amaro il liquore) e l’alcool; lasciatelo riposare per una settimana o anche per 10 giorni.
Terminato il periodo di infusione, riscaldate l’acqua, fatevi sciogliere lo zucchero a fiamma bassa e spegnete non appena lo zucchero si sarà completamente sciolto nell’acqua.
Non appena lo sciroppo si sarà raffreddato, mescolatelo con l’infuso bucce/alcool e fate riposare il tutto per 10-15 minuti.
Poi, ponete un telo fine (io ho utilizzato un fazzoletto di stoffa) sopra un imbuto o colino e travasate il liquore nelle bottiglie.
A proposito, ne approfitto anche per ringraziare Stefania di BigShade per il premio
Grazie Stefania, anche perchè mi piace l’idea di poter premiare altri blog con questo premio. Un’iniziativa divertente e simpatica, quindi, perchè permette anche di far conoscere alcuni dei miei blog preferiti. Anche se non vi nascondo che non mi sarei fermata a 15 blog ^_^!
Comunque, ecco le regole del gioco:
Ringraziare chi ha donato il premio e mettere il link del suo blog
Condividere 7 fatti personali che riguardano la propria vita
Premiare altri 15 blog
7 cose su di me:
1) adoro il cioccolato e, anni fa, sono letteralmente impazzita per il Ciokemotion di Torino: una golosa di cioccolato nel mondo del cioccolato *O*/!!
2) in casa ci sono 3 armaluzzi:
bilgo Charlie, gatta Marga e micio Lello ^__^!
3) se potessi, tornerei in Francia a giorni alterni XD!!! Beh, anche a Brema e ad Amburgo XD!!
4) mi sono innamorata del mondo della cucina durante gli anni da studente fuorisede; ma ho sempre adorato preparare dolci in compagnia, soprattutto a ridosso delle feste natalizie ^__^!
5) impazzisco per lo stile anni ’60 e inio anni ’70 :D!
6) adoro il cinema, gironzolare in bici e scorrazzare per il centro della mia città con i miei amici storici ^__^!
7) adesso, però, un indovinello: di che città sono? Se seguite il mio blog da un po’, è abbastanza facile ;)!
A presto ;)!